Presentazioni: SC - Da questa sera Pupi Avati racconta i martiri dell'Est su tv2000
Argomento: Socialismo

settimo cielo 7-11-2013

di Sandro Magister

I “militi ignoti” vanno in tv, con la regia di Pupi Avati

Giovanni Paolo II li definì “i militi ignoti della grande causa di Dio”. Sono i cristiani martirizzati nell’Est dell’Europa nei decenni dell’impero comunista. Ignoti perché oscurati da troppo silenzio non solo durante quegli anni terribili, ma anche dopo.

 Ma dalla sera dell’8 novembre il velo sul loro martirio sarà un po’ più sollevato, grazie a un ciclo di documentari ideati da Lorenzo Fazzini e girati dal grande regista Pupi Avati, che andranno in onda su TV 2000 ogni venerdì in prima serata, in quattordici puntate consecutive nel primo anno, e in altre quattordici l’anno venturo.



  

La prima puntata, dal titolo “In nome della libertà: la sfida di don Popieluskzo”, è dedicata al sacerdote polacco che il 19 ottobre 1984, di ritorno da un servizio pastorale, fu rapito e ucciso da tre funzionari della polizia segreta polacca. Il suo corpo fu ritrovato il 30 ottobre nelle acque della Vistola vicino a Włocławek. Durante il periodo dello “stato di guerra” in Polonia la Chiesa cattolica fu l’unica forza che poteva avere una certa possibilità di critica. Le omelie di don Jerzy Popieluszko venivano regolarmente trasmesse da Radio Free Europe. Per tale ragione venivano considerate pericolose dal regime comunista polacco. Ai funerali, che si svolsero il 3 novembre, parteciparono più di 400 mila persone, compreso il leader di Solidarnosc Lech Walesa.

I ventotto filmati, di un’ora ciascuno, ricostruiscono tramite interviste e resoconti storici le avversità e le persecuzioni subite dai cristiani nei paesi dell’Europa orientale sottoposti al regime sovietico. Si raccontano sia le grandi figure che hanno pagato col martirio la loro opposizione, come appunto padre Popieluszko o i cardinali Mindszenty, Wyszynski, Beran, ma anche e soprattutto i tanti sconosciuti, suore, frati e laici, che con immenso sacrificio hanno consentito alla Chiesa di sopravvivere.

Le prime cinque puntate riguarderanno la Polonia. Ne seguiranno tre sull’ex Cecoslovacchia, due sull’Ungheria, due sulla Romania e una sull’ex Germania Orientale. Mentre nel secondo anno sono in programma otto puntate sull’URSS, tre sulla ex Yugoslavia, due sull’Albania, una sulla Bulgaria.

Non mancheranno rivelazioni inedite. Ad esempio grazie alla testimonianza dell’attuale vescovo di Reggio Emilia, Massimo Camisasca, che in quegli anni compì missioni segrete in Cecoslovacchia e Ungheria. Oppure grazie alle investigazioni di George Weigel negli archivi inediti del KGB e e di altre polizie segrete.

Le trasmissioni vanno in onda il venerdì alle 21.20 sul canale 28 del digitale terrestre, su 138 Sky e in streaming su www.tv2000.it

Un documento impressionante di quel martirio è nelle memorie del vescovo romeno Ioan Ploscaru, pubblicate quest’anno dalle Edizioni Dehoniame di Bologna e presentate su www.chiesa:

> Beati i perseguitati. Il racconto di un moderno martire

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