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Argomento: Socialismo

HONG KONG - CINA

Hong Kong, al via il grande sciopero degli studenti per la democrazia

Iniziato oggi, il boicottaggio delle lezioni andrà avanti per una settimana. Circa 400 docenti al fianco dei giovani: "Sono il nostro futuro, Pechino ha compiuto un oltraggio". Occupy Central prepara un sit-in silenzioso per il 1° ottobre, anniversario della fondazione della Repubblica popolare. I miliardari dell'ex colonia volano da Xi Jinping per chiedergli di "fermare" il movimento democratico.



Hong Kong (AsiaNews) - Migliaia di studenti hanno iniziato oggi una settimana di sciopero e boicottaggio delle lezioni per chiedere a Pechino di rispondere "con sincerità" alle richieste di democrazia per Hong Kong. Questa mattina le aule erano gremite per l'inizio dell'anno scolastico: la dimostrazione è iniziata dopo pranzo e durerà fino al 26 settembre. Centinaia di insegnanti, intellettuali e attivisti hanno espresso in maniera pubblica il loro sostegno agli studenti. Al contrario, industriali e imprenditori di Hong Kong sono volati a Pechino per chiedere al presidente Xi Jinping di "fermare" Occupy Central.

La protesta è stata organizzata dalla Federazione degli studenti e dal gruppo "Scholarism". Alex Chow Yong-kang, segretario generale della Federazione, ha annunciato che gli studenti manderanno oggi una lettera all'attuale Capo dell'Esecutivo Leung Chun-ying e ad altri tre funzionari incaricati della riforma politica per chiedere loro di "rispondere all'aspirazione di Hong Kong per un genuino suffragio universale".

Gli scioperi e le manifestazioni pubbliche legate ad Occupy Central - movimento non violento che chiede democrazia per l'ex colonia britannica - sono ricominciati dopo che il governo centrale cinese ha respinto le richieste della popolazione locale per il voto del 2017. Pechino ha stabilito che le prossime elezioni del vertice politico di Hong Kong si svolgeranno attraverso un sistema di controllo dei candidati, che saranno "due o tre", e che il voto sarà espresso dai cittadini in maniera indiretta.

A favore degli studenti si sono schierati circa 400 docenti di ogni livello. Nel corso della manifestazione si terranno circa 80 discorsi pubblici: fra i relatori anche il vescovo emerito del Territorio, card. Joseph Zen Ze-kiun. In un comunicato congiunto, il gruppo di insegnanti scrive: "Come maestri e come cittadini, siamo addolorati e oltraggiati nel vedere che l'avanza della democrazia viene soppressa. Le nostre speranze per il futuro di Hong Kong sono riposte nella passione e nello spirito mostrato dai nostri giovani".

A fianco di questo sciopero, Occupy Central pianifica nuove forme di protesta. Secondo alcune voci, la prossima potrebbe essere un sit-in silenzioso il 1° ottobre, festa nazionale della Cina popolare che celebra la fondazione della Repubblica. Il pastore protestante Chu Yiu-ming dice al South China Morning Post che la risposta delle autorità "potrebbe essere la galera per noi. Io ho paura di loro, ho paura del Partito comunista. Ma sono pronto a pagare il prezzo necessario per la democrazia: ho 70 anni, e spero di poter rimuovere alcuni ostacoli per le prossime generazioni".

La lotta per la democrazia ha incassato il sostegno di alcune denominazioni protestanti e quello della Chiesa cattolica, che ha definito "legittimo" portare avanti manifestazioni di dissenso pacifiche. La chiesa anglicana ha invece invitato i propri membri a "rimanere in silenzio come Cristo sulla croce" davanti a questi scioperi. Secondo Chu, leader eletto del movimento, la divisione del mondo cristiano sulla questione della democrazia "è normale, perché ognuno ha il diritto di esprimere la sua opinione. Certo, credo che citare la Bibbia a sostegno delle proprie idee sia sbagliato perché crea confusione, ma noi andiamo avanti. Ritengo che dovremmo essere grati al card. Zen e al suo sostegno alla causa. Egli non rappresenta la chiesa protestante, ma la sua visione riflette i valori che sono alla base del cristianesimo".

Per cercare di frenare questa spinta democratica, un gruppo composto da 70 personaggi di spicco del mondo economico di Hong Kong è volato a Pechino per chiedere al presidente Xi Jinping di "fermare" Occupy Central. Guidati dall'ex Capo dell'Esecutivo Tung Chee-hwa, i tycoon partecipano oggi a un seminario della Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme; subito dopo l'incontro con Xi e infine la cena con il presidente del Comitato permanente dell'Assemblea nazionale del popolo Zhang Dejiang.

Lee Cheuk-yan, deputato democratico di Hong Kong e attivista di lungo corso, definisce questa visita "uno strumento usato per ottenere il sostegno dei miliardari. Ma più gli imprenditori si schierano a fianco di Pechino, e più noi saremo determinare a bloccare presso il Consiglio legislativo questa riforma voluta dalla Cina".

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