In primo piano: Via Crucis al Colosseo

VIA CRUCIS AL COLOSSEO
VENERDÌ SANTO 2005

MEDITAZIONI E PREGHIERE DEL CARDINALE JOSEPH RATZINGER

PRESENTAZIONE

Il leitmotiv di questa Via crucis viene messo in luce all’inizio, nella preghiera iniziale, e poi di nuovo nella stazione XIV. È la parola pronunciata da Gesù la Domenica delle Palme con la quale – immediatamente dopo il suo ingresso a Gerusalemme – risponde alla domanda di alcuni greci che lo volevano vedere: "Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto" (Gv 12, 24). Il Signore interpreta così tutto il suo percorso terreno come il percorso del chicco di grano che soltanto attraverso la morte arriva a produrre frutto. Egli interpreta la sua vita terrena, la sua morte e la sua risurrezione in direzione della santissima Eucaristia, nella quale è riassunto tutto il suo mistero. Siccome egli ha vissuto la sua morte come offerta di sé, come atto d’amore, il suo corpo è stato trasformato nella nuova vita della risurrezione. Per questo egli, il Verbo incarnato, è diventato ora il nostro nutrimento che porta alla vera vita, alla vita eterna. Il Verbo eterno – la forza creatrice della vita – è disceso dal cielo, diventando così la vera manna, il pane che si comunica all’uomo nella fede e nel sacramento. In questo modo la Via crucis diventa una via che conduce fin dentro il mistero eucaristico: la pietà popolare e la pietà sacramentale della Chiesa si legano e si fondono. La preghiera della Via crucis si può intendere come una via che porta alla comunione profonda, spirituale con Gesù, senza la quale la comunione sacramentale rimarrebbe vuota. La Via crucis appare come una via "mistagogica".

A questa visione si contrappone una comprensione puramente sentimentale della Via crucis, del cui pericolo il Signore, nella stazione VIII, avverte le donne di Gerusalemme che piangono su di lui. Il semplice sentimento non basta; la Via crucis dovrebbe essere una scuola di fede, di quella fede che, per sua natura, "opera per mezzo della carità" (Gal 5, 6). Questo però non significa che debba essere escluso il sentimento. Per i Padri, il primo vizio dei pagani è proprio la loro mancanza di cuore; per questo essi riprendono la visione di Ezechiele, il quale comunica al popolo d’Israele la promessa di Dio di togliere dal loro petto il cuore di pietra e di dare loro un cuore di carne (cfr. Ez 11, 19). La Via crucis ci mostra un Dio che condivide, egli stesso, le sofferenze degli uomini, il cui amore non rimane impassibile e distante, ma scende in mezzo a noi, fino alla morte sulla croce (cfr. Fil 2, 8). Il Dio che condivide le nostre sofferenze, il Dio fattosi uomo per portare la nostra croce, vuole trasformare il nostro cuore di pietra e chiamarci a condividere le sofferenze altrui, vuole darci un "cuore di carne" che non resti impassibile di fronte alle sofferenze altrui, ma si lasci toccare e ci conduca all’amore che risana e aiuta. Questo ci riporta alle parole di Gesù sul chicco di grano che egli stesso trasforma nella formula basilare dell’esistenza cristiana: "Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna" (Gv 12, 25; cfr. Mt 16, 25; Mc 8, 35; Lc 9, 24; 17, 33: "Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece la perde la salverà"). Con questo ci spiega anche quel che significa la frase che precede, nei Vangeli sinottici, questa parola centrale del suo messaggio: "Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua" (Mt 16, 24). Con tutte queste parole egli stesso offre l’interpretazione della "Via crucis", ci insegna come dobbiamo pregarla e seguirla: la Via crucis è la via del perdere noi stessi, cioè la via dell’amore vero. Su questa via egli ci ha preceduto, questa è la via che ci vuole insegnare la preghiera della Via crucis. E questo ci riporta ancora al chicco di grano, alla santissima Eucaristia nella quale continuamente si rende presente in mezzo a noi il frutto della morte e della risurrezione di Gesù. In essa egli cammina con noi, come quella volta con i discepoli di Emmaus, facendosi sempre di nuovo nostro contemporaneo.


PREGHIERA INIZIALE

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

R. Amen.

Signore Gesù Cristo, per noi hai accettato la sorte del chicco di grano che cade in terra e muore per produrre molto frutto (Gv 12, 24). Ci inviti a seguirti su questa via quando dici: "Chi ama la sua vita la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna" (Gv 12, 25). Noi, però, siamo attaccati alla nostra vita. Non vogliamo abbandonarla, ma tenerla tutta per noi stessi. Vogliamo possederla, non offrirla. Ma tu ci precedi e ci mostri che possiamo salvare la nostra vita soltanto donandola. Tramite il nostro accompagnarti sulla Via crucis vuoi condurci sulla via del chicco di grano, la via di una fecondità che giunge fino all’eternità. La croce – l’offerta di noi stessi – ci pesa molto. Ma sulla tua Via crucis tu hai portato anche la mia croce, e non l’hai portata in un qualche momento del passato, perché il tuo amore è contemporaneo alla mia vita. La porti oggi con me e per me, e, in modo mirabile, vuoi che adesso anch’io, come allora Simone di Cirene, porti con te la tua croce e, accompagnandoti, mi ponga con te a servizio della redenzione del mondo. Aiutami perché la mia Via crucis non sia appena il devoto sentimento di un attimo. Aiutaci ad accompagnarti non solo con nobili pensieri, ma a percorrere la tua via con il cuore, anzi, con i passi concreti della nostra vita quotidiana. Aiutaci perché ci incamminiamo con tutto noi stessi sulla via della croce, e rimaniamo per sempre sulla tua via. Liberaci dalla paura della croce, dalla paura di fronte all’altrui derisione, dalla paura che la nostra vita possa sfuggirci se non afferriamo tutto ciò che essa offre. Aiutaci a smascherare le tentazioni che promettono vita, ma le cui profferte, alla fine, ci lasciano soltanto vuoti e delusi. Aiutaci a non impadronirci della vita, ma a donarla. Aiutaci, accompagnandoti sulla via del chicco di grano, a trovare, nel "perdere la vita", la via dell’amore, la via che veramente ci dona vita, vita in abbondanza (Gv 10, 10).

Argomento: In primo piano

Conferenza Episcopale Italiana
CONSIGLIO PERMANENTE
Roma, 22 - 25 marzo 2010

PROLUSIONE DEL CARDINALE PRESIDENTE

 L’evento del voto è un fatto qualitativamente importante che in nessun caso converrà trascurare. [...] C’è una linea ormai consolidata che sinteticamente si articola su una piattaforma di contenuti che, insieme a Benedetto XVI, chiamiamo «valori non negoziabili», e che emergono alla luce del Vangelo, ma anche per l’evidenza della ragione e del senso comune. Essi sono: la dignità della persona umana, incomprimibile rispetto a qualsiasi condizionamento; l'indisponibilità della vita, dal concepimento fino alla morte naturale; la libertà religiosa e la libertà educativa e scolastica; la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna. È solo su questo fondamento che si impiantano e vengono garantiti altri indispensabili valori come il diritto al lavoro e alla casa; la libertà di impresa finalizzata al bene comune; l’accoglienza verso gli immigrati, rispettosa delle leggi e volta a favorire l’integrazione; il rispetto del creato; la libertà dalla malavita, in particolare quella organizzata. Si tratta di un complesso indivisibile di beni, dislocati sulla frontiera della vita e della solidarietà, che costituisce l’orizzonte stabile del giudizio e dell’impegno nella società. Quale solidarietà sociale infatti, se si rifiuta o si sopprime la vita, specialmente la più debole?

Argomento: In primo piano

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AI VESCOVI DELLA CONFERENZA EPISCOPALE
DI UGANDA IN VISITA "AD LIMINA APOSTOLORUM"

Venerdì, 5 marzo 2010

Vi raccomando di aiutare sacerdoti e laici a resistere alla seduzione della cultura materialistica dell'individualismo che ha messo radici in così tanti Paesi … Spingeteli a rifiutare sentimenti superficiali e una predicazione che renderebbe vana la croce di Cristo … Un grande bene può derivare da laici ben preparati e attivi nei mezzi di comunicazione sociale, nella politica e nella cultura ... per una formazione adeguata, in particolare nella dottrina sociale cattolica
Argomento: In primo piano

UDIENZA AI PARTECIPANTI AL CORSO SUL FORO INTERNO PROMOSSO DALLA PENITENZIERIA APOSTOLICA 
11.03.2010

Viviamo in un contesto culturale segnato dalla mentalità edonistica e relativistica,
che tende a cancellare Dio dall’orizzonte della vita,
non favorisce l’acquisizione di un quadro chiaro di valori di riferimento
e non aiuta a discernere il bene dal male e a maturare un giusto senso del peccato.

Argomento: In primo piano

BENEDETTO XVI

UDIENZA GENERALE

Aula Paolo VI
Mercoledì, 3 febbraio 2010
 

Questo grande santo ci rammenta che nel cuore della Chiesa deve sempre bruciare un fuoco missionario, il quale spinge incessantemente a portare il primo annuncio del Vangelo e, dove necessario, ad una nuova evangelizzazione: è Cristo, infatti, il bene più prezioso che gli uomini e le donne di ogni tempo e di ogni luogo hanno il diritto di conoscere e di amare! Ed è consolante vedere come anche nella Chiesa di oggi sono tanti – pastori e fedeli laici, membri di antichi ordini religiosi e di nuovi movimenti ecclesiali – che con gioia spendono la loro vita per questo ideale supremo: annunciare e testimoniare il Vangelo!

Argomento: In primo piano

Benedetto XVI
UDIENZA AI PARTECIPANTI ALL’ASSEMBLEA GENERALE DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA
13.02.2010

La storia ha mostrato quanto possa essere pericoloso e deleterio uno Stato che proceda a legiferare su questioni che toccano la persona e la società, pretendendo di essere esso stesso fonte e principio dell’etica. Senza principi universali che consentono di verificare un denominatore comune per l’intera umanità, il rischio di una deriva relativistica a livello legislativo non è affatto da sottovalutare [...] . La legge morale naturale, forte del proprio carattere universale, permette di scongiurare tale pericolo e soprattutto offre al legislatore la garanzia per un autentico rispetto sia della persona, sia dell’intero ordine creaturale. Essa si pone come fonte catalizzatrice di consenso tra persone di culture e religioni diverse e permette di andare oltre le differenze, perché afferma l’esistenza di un ordine impresso nella natura dal Creatore e riconosciuto come istanza di vero giudizio etico razionale per perseguire il bene ed evitare il male.

Argomento: In primo piano

MATRIMONIO E UNIONI OMOSESSUALI:
NOTA DOTTRINALE
del Cardinale Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna

Argomento: In primo piano

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AI VESCOVI DELLA CONFERENZA EPISCOPALE
DI SCOZIA IN VISITA "AD LIMINA APOSTOLORUM"

Venerdì, 5 febbraio 2010

A volte, la tendenza a confondere l'apostolato laicale con il ministero laicale ha portato a una concezione del suo ruolo ecclesiale che guarda all'interno. Tuttavia, secondo la visione del concilio Vaticano II, ovunque i fedeli laici vivano la propria vocazione battesimale, nella famiglia, a casa, sul luogo di lavoro, partecipano attivamente alla missione della Chiesa di santificare il mondo ... Questo compito richiede una disponibilità a cimentarsi fermamente con le sfide presentate dall'ondata crescente di secolarismo

Argomento: In primo piano
UDIENZA AL TRIBUNALE DELLA ROTA ROMANA IN OCCASIONE DELL’INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO , 29.01.2010
Argomento: In primo piano
Studi Cattolici n.586 dicembre 2009
 di Mons. Luigi Negri
(vescovo di San Marino-Montefeltro)


È indubbio che attorno ai temi dell'ecumenismo e del dialogo interreligioso si assommano oggi una serie di equivoci che rendono molto più faticoso il cammino della vita della Chiesa e l'assunzione della sua missione, in questo momento così denso, grave e insieme affascinante.

Come ricordava l'arcivescovo mons. Amato, Prefetto della Congregazione per le  Cause dei santi, in un suo lucido intervento a un incontro fra i responsabili diocesani dell'ecumenismo e del dialogo interreligioso, occorre passare da un ecumenismo affettivo sentimentale, che in questi anni è servito a rimuovere le più evidenti difficoltà di pregiudizio o le distanze fra le posizioni religiose, a un ecumenismo «forte». Forte significa «idealmente forte». È necessario, cioè, che ci sia una forte teologia dietro le interpretazioni della situazione ecclesiale in ordine all'ecumenismo, ma soprattutto per i tentativi pratici che devono essere intrapresi.
Argomento: In primo piano
Conferenza Episcopale Italiana

CONSIGLIO PERMANENTE

Roma, 25 - 27 gennaio 2010

 

PROLUSIONE

DEL CARDINALE PRESIDENTE

Argomento: In primo piano

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
A SUA ECCELLENZA IL SIGNOR MIGUEL HUMBERTO DÍAZ,
NUOVO AMBASCIATORE DEGLI STATI UNITI D'AMERICA PRESSO LA SANTA SEDE


Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo

Penso soprattutto alla necessità di un chiaro discernimento sulle questioni che toccano la tutela della dignità umana e il rispetto dell'inalienabile diritto alla vita, dal momento del concepimento alla morte naturale, e la protezione del diritto di obiezione di coscienza da parte dei sanitari e, di fatto, di tutti i cittadini. La Chiesa insiste sul vincolo indissolubile fra un'etica di vita e ogni altro aspetto dell'etica sociale

 

Argomento: In primo piano

UDIENZA AI PARTECIPANTI ALLA SESSIONE PLENARIA DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE
15.01.2010

In questo contesto viene altresì data una risposta alla mentalità diffusa, secondo cui la fede è presentata come ostacolo alla libertà e alla ricerca scientifica, perché sarebbe costituita da un insieme di pregiudizi che vizierebbero la comprensione oggettiva della realtà. Di fronte a tale atteggiamento, che tende a sostituire la verità con il consenso, fragile e facilmente manipolabile, la fede cristiana offre invece un contributo veritativo anche nell’ambito etico-filosofico, non fornendo soluzioni precostituite a problemi concreti [...] ma proponendo prospettive morali affidabili all’interno delle quali la ragione umana può ricercare e trovare valide soluzioni.

Argomento: In primo piano

CAPPELLA PAPALE NELLA SOLENNITÀ DELLA EPIFANIA DEL SIGNORE
06.01.2010

Qual è la ragione per cui alcuni vedono e trovano e altri no? [...] Possiamo rispondere: la troppa sicurezza in se stessi, la pretesa di conoscere perfettamente la realtà, la presunzione di avere già formulato un giudizio definitivo sulle cose rendono chiusi ed insensibili i loro cuori alla novità di Dio. Sono sicuri dell’idea che si sono fatti del mondo e non si lasciano più sconvolgere nell'intimo dall'avventura di un Dio che li vuole incontrare.

Argomento: In primo piano

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AI DOCENTI DEI PONTIFICI ATENEI ROMANI
E AI PARTECIPANTI ALL'ASSEMBLEA GENERALE
DELLA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DELLE UNIVERSITÀ CATTOLICHE

Aula Paolo VI
Giovedì, 19 novembre 2009

 

...  l’urgenza, ancora attuale, di superare il divario esistente tra fede e cultura, invitando ad un maggiore impegno di evangelizzazione, nella ferma convinzione che la Rivelazione cristiana è una forza trasformante, destinata a permeare i modi di pensare, i criteri di giudizio, le norme di azione. Essa è in grado di illuminare, purificare e rinnovare i costumi degli uomini e le loro culture.

Argomento: In primo piano

ATTO DI VENERAZIONE ALL’IMMACOLATA A PIAZZA DI SPAGNA
08.12.2009

Ogni giorno, infatti, attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perché il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono. Per questo la città ha bisogno di Maria, che con la sua presenza ci parla di Dio, ci ricorda la vittoria della Grazia sul peccato, e ci induce a sperare anche nelle situazioni umanamente più difficili.

Argomento: In primo piano

CELEBRAZIONE DEI VESPRI
CON LA PARTECIPAZIONE DEGLI UNIVERSITARI ROMANI

OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

Basilica Vaticana
Giovedì, 17 dicembre 2009

... si tratta di studiare, di approfondire le conoscenze mantenendo un animo da "piccoli", uno spirito umile e semplice, come quello di Maria, la "Sede della Sapienza". Quante volte abbiamo avuto paura di avvicinarci alla Grotta di Betlemme perché preoccupati che ciò fosse di ostacolo alla nostra criticità e alla nostra "modernità"! [...] aiutare gli altri a scoprire il vero volto di Dio è la prima forma di carità, che per voi assume la qualifica di carità intellettuale.

Argomento: In primo piano

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AI VESCOVI DELLA CONFERENZA EPISCOPALE DEL BRASILE
(REGIONI SUL 3 E SUL 4)
IN VISITA «AD LIMINA APOSTOLORUM»
Sala del Concistoro
Sabato
, 5 dicembre 2009

... ha compiuto venticinque anni l'Istruzione Libertatis nuntius della Congregazione per la Dottrina della Fede, su alcuni aspetti della teologia della liberazione; in essa si sottolineava il pericolo che comportava l'accettazione acritica da parte di alcuni teologi di tesi e metodologie provenienti dal marxismo. Le sue conseguenze più o meno visibili fatte di ribellione, divisione, dissenso, offesa, anarchia, si fanno ancora sentire, creando nelle vostre comunità diocesane grande sofferenza e una grave perdita di forze vive.

Argomento: In primo piano

Benedetto XVI
SANTA MESSA CON I MEMBRI DELLA COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE
01.12.2009

Ci sono grandi dotti, grandi specialisti, grandi teologi, maestri della fede, che ci hanno insegnato molte cose. Sono penetrati nei dettagli della Sacra Scrittura, della storia della salvezza, ma non hanno potuto vedere il mistero stesso, il vero nucleo: che Gesù era realmente Figlio di Dio, che il Dio trinitario entra nella nostra storia, in un determinato momento storico, in un uomo come noi. L’essenziale è rimasto nascosto! Si potrebbero facilmente citare grandi nomi della storia della teologia di questi duecento anni, dai quali abbiamo imparato molto, ma non è stato aperto agli occhi del loro cuore il mistero.

Argomento: In primo piano

Appello ai politici dell'Emilia Romagna
del Cardinale Arcivescovo di Bologna

Al Signor Presidente della Giunta regionale della Regione Emilia – Romagna
Ai Signori  Assessori della Giunta Regionale della Regione Emilia – Romagna
Ai Signori Consiglieri componenti del Consiglio Regionale della Regione Emilia – Romagna  

Onorevoli Signori,

                                         è la mia coscienza e responsabilità di cittadino, di cristiano, e di vescovo che mi induce a rivolgervi questo appello.

Come molti cittadini della nostra regione, ho letto il Progetto di legge di iniziativa della Giunta Regionale pubblicato sul Supplemento speciale del Bollettino Ufficiale [n° 274 – 11 novembre 2009]. Il comma 3 dell’art. 42 pone sullo stesso piano singoli individui, famiglie e convivenze nell’accesso dei servizi pubblici locali.

Argomento: In primo piano

Lettera Pastorale aperta
al deputato democratico cattolico Patrick Kennedy
cui è stata rifiutata la comunione eucaristica

di Monsignor Thomas J. Tobin
vescovo di Providence (Rhode Island)

Fonte: "Rhode Island Catholic" del 28/11/2009,
giornale della Diocesi di Rhode Island
http://www.thericatholic.com/opinion/detail.html?sub_id=2632

Presentazione dei fatti di Paolo Rodari, vaticanista de Il Foglio
http://www.paolorodari.com/2009/11/26/bishop-tobin-il-vescovo-di-providence-va-in-tv-e-spiega-a-patrick-kennedy-che-cosa-significa-essere-cattolici/
Traduzione raccolta nel web

Argomento: In primo piano

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
AL PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE PER L’EVANGELIZZAZIONE DEI POPOLI
IN OCCASIONE DELL’ASSEMBLEA PLENARIA DELLA CONGREGAZIONE
16.11.2009

Non si tratta soltanto di predicare il Vangelo, ma di "raggiungere e quasi sconvolgere mediante la forza del Vangelo i criteri di giudizio, i valori determinanti, i punti di interesse, le linee di pensiero, le fonti ispiratrici e i modelli di vita dell'umanità, che sono in contrasto con la Parola di Dio e col disegno della salvezza" [...]. Occorre guardare ai "nuovi areopaghi" con tale spirito [...]. L’attività missionaria della Chiesa va pertanto orientata verso questi centri nevralgici della società del terzo millennio. Né va sottovalutato l’influsso di una diffusa cultura relativista, il più delle volte carente di valori, che entra nel santuario della famiglia, si infiltra nel campo dell’educazione e in altri ambiti della società e li contamina, manipolando le coscienze, specialmente quelle giovanili.

Argomento: In primo piano
Conferenza Episcopale Italiana
60a ASSEMBLEA GENERALE
Assisi, 9 - 12 novembre 2009
 
 PROLUSIONE DEL CARDINALE PRESIDENTE
+ Angelo Bagnasco
 
  
Sradicando l’istanza di verità, si crede di liberare la ragione e invece «essa finisce per inaridire o sotto la parvenza di modestia, quando si accontenta di ciò che è puramente parziale o provvisorio, oppure sotto l’apparenza di certezza, quando impone la resa alle richieste di quanti danno in maniera indiscriminata uguale valore praticamente a tutto» (ib). Si ambienta qui l’[...] «autocritica dell’età moderna» 
Argomento: In primo piano

Benedetto XVI

L’UDIENZA GENERALE
04.11.2009

Che cosa possiamo imparare, noi oggi, dal confronto, dai toni spesso accesi, tra Bernardo e Abelardo, e, in genere, tra la teologia monastica e quella scolastica? Anzitutto credo che esso mostri l’utilità e la necessità di una sana discussione teologica nella Chiesa, soprattutto quando le questioni dibattute non sono state definite dal Magistero, il quale rimane, comunque, un punto di riferimento ineludibile... deve esserci un equilibrio tra quelli che possiamo chiamare i principi architettonici datici dalla Rivelazione e che conservano perciò sempre la prioritaria importanza, e quelli interpretativi suggeriti dalla filosofia, cioè dalla ragione, e che hanno una funzione importante ma solo strumentale. Quando tale equilibrio tra l’architettura e gli strumenti di interpretazione viene meno, la riflessione teologica rischia di essere viziata da errori, ed è allora al Magistero che spetta l’esercizio di quel necessario servizio alla verità che gli è proprio.

Argomento: In primo piano

L’UDIENZA GENERALE
21.10.2009

"Nei pericoli, nelle angustie, nelle incertezze, -pensa a Maria, invoca Maria. Ella non si parta mai dal tuo labbro, non si parta mai dal tuo cuore; e perché tu abbia ad ottenere l'aiuto della sua preghiera, non dimenticare mai l'esempio della sua vita. Se tu la segui, non puoi deviare; se tu la preghi, non puoi disperare; se tu pensi a lei, non puoi sbagliare. Se ella ti sorregge, non cadi; se ella ti protegge, non hai da temere; se ella ti guida, non ti stanchi; se ella ti è propizia, giungerai alla meta..."

Argomento: In primo piano
In un articolo bomba pubblicato a Roma il vescovo di Denver, Charles J. Chaput, critica il presidente americano e gli uomini di Chiesa che lo osannano, in testa il cardinale di curia Cottier. 

La politica, la morale e un presidente. Una visione americana

di Mons. Charles J. Chaput, vescovo di Denver (USA) 



Una grande forza della chiesa sta nella sua prospettiva globale. Sotto questo aspetto, il recente saggio pubblicato dal cardinale Georges Cottier sul presidente Barack Obama ("La politica, la morale e il peccato originale", in "30 Giorni" n. 5, 2009) ha dato un autorevole contributo al dibattito cattolico sul nuovo presidente americano. La nostra fede ci unisce attraverso i confini. Ciò che accade in una nazione può avere un importante impatto su molte altre. È giusto e opportuno che si ponga attenzione all’opinione mondiale sui leader americani.

Tuttavia, il mondo non vive e non vota negli Stati Uniti. Gli americani invece sì. Le realtà pastorali di ciascun paese sono conosciute soprattutto dai vescovi locali a diretto contatto con la popolazione. Così, sull’argomento dei leader americani, le riflessioni di un vescovo americano possono certamente avere un significativo interesse. Possono approfondire il positivo giudizio del cardinale offrendo una prospettiva diversa.

Si noti che qui io parlo soltanto a titolo personale. Non parlo a nome dei vescovi statunitensi intesi come organismo, né in nome di qualsiasi altro vescovo. E non intendo nemmeno riferirmi al discorso del presidente Obama sul mondo islamico, che il cardinale Cottier menziona nel suo saggio. Per questo sarebbe necessario un altro articolo.

Argomento: In primo piano

VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI NELLA REPUBBLICA CECA
26.09.2009 

CELEBRAZIONE DEI VESPRI CON VESCOVI, SACERDOTI, RELIGIOSI, RELIGIOSE, SEMINARISTI E MOVIMENTI LAICALI, NELLA CATTEDRALE DI SAN VITO DI PRAGA

 

Le vostre comunità cristiane, dopo il lungo inverno della dittatura comunista, 20 anni fa hanno ripreso ad esprimersi liberamente quando il vostro popolo, con gli eventi avviati dalla manifestazione studentesca del 17 novembre del 1989, ha riacquistato la propria libertà. Voi avvertite però che anche oggi non è facile vivere e testimoniare il Vangelo. La società reca ancora le ferite causate dall’ideologia atea ed è spesso affascinata dalla moderna mentalità del consumismo edonista, con una pericolosa crisi di valori umani e religiosi e la deriva di un dilagante relativismo etico e culturale.

Argomento: In primo piano

INCONTRO CON LE AUTORITÀ POLITICHE E CIVILI E CON IL CORPO DIPLOMATICO
DISCORSO DEL SANTO PADRE
Castello di Praga, 26/9/2009

La storia ha ampiamente dimostrato che la verità può essere tradita e manipolata a servizio di false ideologie, dell’oppressione e dell'ingiustizia. Tuttavia, le sfide che deve affrontare la famiglia umana non ci chiamano forse a guardare oltre a quei pericoli? Alla fine, cosa è più disumano e distruttivo del cinismo che vorrebbe negare la grandezza della nostra ricerca per la verità, e del relativismo che corrode i valori stessi che sostengono la costruzione di un mondo unito e fraterno?

Argomento: In primo piano

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AI VESCOVI DELLA
CONFERENZA EPISCOPALE DEL BRASILE
(NORDESTE 1 E NORDESTE 4) IN
VISITA «AD LIMINA APOSTOLORUM»

Venerdì, 25 settembre 2009

I vostri resoconti ... hanno ripetutamente affrontato questa situazione di assedio alla famiglia, con la vita che esce sconfitta da numerose battaglie...
Mentre la Chiesa … non si stanca di insegnare che la famiglia ha il proprio fondamento nel matrimonio e nel piano di Dio, la coscienza diffusa nel mondo secolarizzato vive nell'incertezza più profonda e tale riguardo, soprattutto da quando le società occidentali hanno legalizzato il divorzio.
L'unico fondamento riconosciuto sembra essere il sentimento, o la soggettività individuale, che si esprime nella volontà di convivere.  

Argomento: In primo piano

Cardinale Carlo Caffarra
Arcivescovo di Bologna
25 settembre 2009

Che cosa significa “assolutismo della tecnocrazia”? Una cosa molto semplice: se qualcosa è fattibile ed io desidero che si faccia, nessuno – almeno in linea di principio – deve impedirmi di averla e al tecnico di compiere, su richiesta, la prestazione ... Se non esiste una verità circa il bene della persona: se la carità non è nella verità, l’uomo è esposto ad ogni pericolo.

 Lezione Magistrale per la presentazione dell'Enciclica di Benedetto XVI "Caritas in veritate"

Argomento: In primo piano

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