A rischio di chiusura non c’è solo lo storico quotidiano “l’Unità” fondato da Antonio Gramsci. In campo missionario ha chiuso i battenti un’altra testata simbolo, la rivista “Ad Gentes“, non solo per il crollo verticale delle vendite, ma più ancora per la quasi scomparsa del genuino spirito missionario dall’orizzonte della Chiesa, cioè dai dicasteri vaticani, dalle diocesi, dalle parrocchie, dai seminari, dalle vocazioni.

Questa, almeno, è la severa e drammatica diagnosi che ne fa un grande esperto di missioni, padre Piero Gheddo, decano del Pontificio Istituto Missioni Estere di Milano e principale estensore dell’enciclica missionaria di Giovanni Paolo II, la “Redemtoris missio” del 1990.

Ecco qui di seguito le riflessioni che ci ha inviato.

SE LA MISSIONE ALLE GENTI SCOMPARE DALL’ORIZZONTE
di Piero Gheddo



Nota: Per noi missionari “ad gentes” e per la Chiesa italiana non è una buona notizia. I superiori degli istituti missionari italiani hanno deciso la chiusura della rivista semestrale “Ad Gentes”, fondata nel 1997, l’unica in lingua italiana che espressamente tratta della “missio ad gentes”, oltre a quelle dei singoli istituti missionari. Perché chiude? A quanto è dato sapere, i motivi sono due: 1) Gli abbonati sono pochissimi, le copie stampate quasi tutte inviate in omaggio o in cambio a biblioteche, università, seminari, ecc.; e quindi gli istituti aderenti devono coprire il passivo economico; 2) La missione alle genti sta perdendo la sua identità e interessa sempre meno, almeno in Italia: parrocchie, diocesi, seminari e il popolo di Dio. I mass media ne parlano sempre meno, eccetto quando ci sono casi di martirio o di persecuzione che riguardano missionari italiani. Padre Dino Doimo, missionario del PIME a Hong Kong dal 1959, mi dice: “Torno in missione col cuore amareggiato, perché vedo che l’ambiente italiano non è più favorevole per le missioni e noi missionari. Tutti dicono che la missione è qui in Italia. La conversione a Cristo del continente Cina interessa parenti e amici e pochi altri”. Dal 1958 gli istituti missionari italiani, attraverso la pontificia unione missionaria del clero, mandano i loro animatori missionari nei seminari diocesani, minori e maggiori. Ciascuno è incaricato dei seminari di una regione da visitare nel corso dell’anno, e così visita tutti i seminari italiani, che ricevono ogni anno un animatore diverso. Adesso, mi dice un giovane animatore, “si sta chiudendo questo periodo perché è difficile trovare un seminario che accolga volentieri un missionario e lo faccia parlare. I seminaristi sono pochi, molto impegnati e le missioni interessano sempre meno. Tutto questo segnala quanto ormai tutti sanno, che la Chiesa italiana, con la crisi di fede e di vocazioni sacerdotali e religiose, si chiude in se stessa e gli istituti missionari sono intesi soprattutto per il contributo che le loro case, chiese e sacerdoti danno in aiuto alle comunità parrocchiali con scarso clero. Mi chiedo se gli istituti missionari, come il mio PIME e tanti altri, religiosi o di clero secolare, si interrogano sulla decadenza e la svalutazione del nostro carisma specifico, il primo annunzio ai non cristiani, che sono ancora circa l’80 per cento dell’umanità. E ricordo che il nostro carisma di missionari “ad gentes” è stato ampiamente confermato dal Vaticano II e dal magistero ecclesiastico seguente fino ad oggi. Dato che da 61 anni sono sacerdote missionario in Italia (prete dal 1953), mi permetto di indicare i due errori fondamentali che un po’ tutti abbiamo compiuto, senza alcun spirito polemico, ma per aiutare a riflettere. 1) Dopo la “Fidei donum” (1957) e il Vaticano II (1962-1965) si è incominciato a dire che tutta la Chiesa è missionaria e gli istituti missionari non hanno più senso. Ma sia il decreto conciliare “Ad gentes” (n. 6) che l’enciclica “Redemptoris missio” (nn. 33-34) affermano con chiarezza che la missione alle genti non va confusa con l’attività pastorale che si rivolge ai battezzati e quindi che “questi istituti restano assolutamente necessari” (Ad gentes, 27). Nella “Redemptoris missio” (n. 66) si legge: “La vocazione speciale dei missionari ‘ad gentes’ e ‘ad vitam’ conserva tutta la sua validità. Al riguardo s’impone una approfondita riflessione, anzitutto per i missionari stessi, che dai cambiamenti della missione possono essere indotti a non capire più il senso della loro vocazione, a non saper più che cosa precisamente la Chiesa si attenda da loro”. Questa riflessione forse è mancata e anche gli istituti missionari rischiano di non credere più nel loro carisma originario, mentre le giovani Chiese del mondo non cristiano hanno assoluto bisogno di loro anche oggi, lo dicono tutti  vescovi. Lo stesso è avvenuto per le pontificie opere missionarie. Fin che erano pontificie e non dipendenti dai vescovi italiani, svolgevano il loro compito primario: ricordare la missione alle genti, universale, aiutarla con preghiere, vocazioni, aiuti materiali. Da quando sono opere diocesane, la missione alle genti è diventata il gemellaggio di una diocesi italiana con una delle missioni. Si è chiuso l’orizzonte, i missionari sono quelli della diocesi, quasi sempre in America Latina e in Africa. Adesso, con la crisi delle diocesi italiane, è facile immaginare cosa succede. 2) Il secondo sbaglio fondamentale è stato di politicizzare la missione alle genti ed è una vita che condanno (inutilmente) questa tendenza suicida degli istituti missionari, che ha cambiato la nostra immagine nell’opinione pubblica italiana. In “Missione senza se e senza ma” (EMI 2013, pag. 250) racconto in un capitolo (”La crisi dell’ideale missionario”) la storia di questo suicidio. Fino al concilio Vaticano II c’era la chiara affermazione della nostra identità: andare ai popoli non cristiani, dove ci mandava la Santa Sede, annunziare e testimoniare Cristo e il suo Vangelo, di cui tutti hanno bisogno. Certo si parlava anche delle opere di carità, di istruzione, di sanità, di promozione, di diritti e opere di giustizia per i poveri e gli sfruttati. Ma su tutto emergeva l’entusiasmo di essere stati chiamati da Gesù per  portarlo a popoli che vivono senza conoscere il Dio dell’Amore e del Perdono. C’era l’entusiasmo della vocazione missionaria gioiosamente manifestato e quindi si parlava spesso di catechesi, catecumenato, conversioni a Cristo, preghiere e sofferenze per le missioni, del perché i popoli hanno bisogno di Cristo, ecc. Soprattutto si parlava di vocazioni missionarie, perché il missionario è un privilegiato che va fino agli estremi confini della terra per realizzare il testamento di Gesù quando sale al cielo. Ma oggi, ditemi voi: chi manifesta entusiasmo per la vocazione missionaria e dove è finito l’appello per le vocazioni missionarie “ad gentes”? Oggi noi missionari facciamo le campagne nazionali per il debito estero, contro la produzione di armi, contro i farmaci contraffatti e per l’acqua pubblica; oggi non si parla più di missione alle genti ma di mondialità e di opere sociali o ecologiche. Mi sapete dire quanti giovani e ragazze si entusiasmano e si fanno missionari dopo una manifestazione di protesta contro la produzione di armi? Nessuno. Infatti gli istituti missionari non hanno quasi più vocazioni italiane. Non lamentiamoci perché si chiude la rivista “Ad Gentes”. Nel quadro di tutto quel che ho detto, ha un suo logico significato.
Argomento: Chiesa

In Giappone come sulle rive del Reno: la resa della Chiesa

Le risposte dei vescovi giapponesi e centroeuropei al questionario del sinodo sulla famiglia registrano il cedimento dei cattolici al "pensiero unico" dominante. Ma anche l'incapacità di guida dei pastori

di Sandro Magister

 

 

ROMA, 6 giugno 2014 – Sono finora sei le conferenze episcopali che violando la consegna della riservatezza hanno rese pubbliche le risposte alle 39 domande del questionario preparatorio al prossimo sinodo dei vescovi, convocato sul tema della famiglia.

In Italia la rivista dei dehoniani di Bologna "Il Regno" ha fornito le traduzioni integrali dei sei documenti nei numeri 5, 7 e 9 del 2014:

> "Il Regno - Documenti"

Come si può notare, cinque su sei di queste conferenze episcopali appartengono a quell'area geografica centroeuropea che fu l'ala marciante delle innovazioni del Concilio Vaticano II ma successivamente è stata anche la più segnata dal fenomeno della secolarizzazione.

Oggi è sopratutto da quest'area che vengono le più forti pressioni per un cambiamento della dottrina e della prassi pastorale in materia di matrimonio, in particolare con la richiesta di dare la comunione ai divorziati risposati.

Si sa che papa Francesco non gradisce questa insistenza sulla sola questione della comunione ai risposati. L'ha detto rispondendo ai giornalisti durante il viaggio di ritorno a Roma dalla Terra Santa. Per lui la questione è "molto, molto più ampia" e va affrontata nella sua globalità. Riguarda la famiglia in quanto tale. Che è in crisi ovunque, ha detto: "È in crisi mondiale".

Le risposte dei vescovi giapponesi al questionario presinodale sono la conferma clamorosa di questa convinzione del papa.

Ma c'è di più. Sono la conferma che l'eclisse della visione cristiana della famiglia è il prodotto non solo del "pensiero unico" dominante, ma anche della resa della Chiesa a tale pensiero.

I vescovi giapponesi lo riconoscono con candore:

"La Chiesa in Giappone non è ossessionata dalle questioni sessuali".

In questa e in altre loro affermazioni c'è l'ammissione di un diffusa rinuncia, da decenni, a proporre la novità cristiana sui terreni cruciali della vita e della famiglia.

In Giappone i cattolici autoctoni sono appena 440 mila, lo 0,35 per cento di una popolazione che non è mai stata cristianizzata nel suo insieme. Ma dalla descrizione che ne fanno i vescovi si ricava un profilo di Chiesa tutt'altro che da "minoranza creativa" in terra di missione. Una Chiesa molto ripiegata sulla gestione dell'esistente. Molto vicina al profilo medio di quel cattolicesimo residuale, fortemente secolarizzato, tipico dell'area centroeuropea.

Da questo punto di vista, anche la tesi cara a Jorge Mario Bergoglio di una Chiesa troppo sbilanciata, se non "ossessionata", durante i pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, sulle questioni dell'aborto, del matrimonio omosessuale e dei contraccettivi, appare contraddetta dai fatti.

Infatti, stando alle risposte al questionario presinodale finora rese pubbliche, non risulta in alcun modo che in Centroeuropa o in Giappone la "Evangelium vitae" o i "principi non negoziabili" siano stati un asse portante della pastorale della Chiesa degli ultimi decenni, a livello di vescovi, sacerdoti e fedeli, né che al posto di questo la Chiesa si sia prodotta in uno slancio missionario concentrato "sull'essenziale" della proposta evangelica.

Non è avvenuta né l'una né l'altra cosa, come prova, qui di seguito, l'antologia tratta dalle riposte dei vescovi del Giappone al questionario presinodale.

Il documento dei vescovi giapponesi – firmato da Peter Takeo Okada, arcivescovo di Tokyo e presidente della conferenza episcopale – è tanto più interessante perché frutto di una consultazione ristretta ai soli vescovi e ai superiori maggiori degli ordini religiosi maschili e femminili.

È una sorta di confessione esplicita di resa, da parte di coloro che pur hanno in sorte di guidare quella piccola Chiesa tra i moderni "pagani".

Argomento: Chiesa

L'autorità intervenga almeno con la stessa durezza mostrata nei confronti dei francescani dell'Immacolata!

L’infelice sortita di mons. Mogavero

Autore: Amato, Avv. Gianfranco   Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
martedì 7 gennaio 2014

A partire dal costante insegnamento della Chiesa e del supremo magistero, il Vescovo è custode, e non creatore, della dottrina cattolica Sconcerta e disorienta l’ultima uscita del Vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero, circa l’apertura della Chiesa cattolica al riconoscimento legale delle unioni di fatto tra omosessuali.

Argomento: Chiesa

Ostia non è propriamente un centro sperduto. Pertanto, sembra strano che non si siano mai sollevate proteste per ciò che è raffigurato con tutta evidenza nella chiesa parrocchiale Santa Maria Regina Pacis, enorme costruzione in stile neo-barocco consacrata nel 1928 e da qualche anno ritoccata con nuove vetrate e nuovi (orribili) dipinti all’interno.

Ora, circa l’assenza di ogni elemento di bellezza e di cattolicità nella stragrande maggioranza delle opere di arte “sacra” contemporanea è inutile parlare, tanto è notorio. E di sicuro non bisogna prendersela solo e tanto con gli artisti, quanto piuttosto con chi commissiona loro certi lavori per poi approvarli senza batter ciglio. Ma nel caso specifico c’è un dato inquietante e gravissimo, che non esitiamo a definire blasfemo.
All’esterno della chiesa, sulla facciata laterale che dà sul cortile dei locali parrocchiali, chiunque può notare (come documentato dalle foto che alleghiamo) tre mosaici. In posizione centrale c’è Madre Teresa di Calcutta, una beata della Chiesa cattolica, mentre alla sua destra c’è il ritratto di Gandhi e alla sua sinistra quello di Martin Luther King. Sembrerebbe uno scherzo, ma purtroppo non lo è.

Qual è il punto in comune tra questi tre personaggi? Perché raffigurare su un luogo di culto cattolico due figure appartenenti a religioni diverse? Perché accostarli con una religiosa, consacrata a Dio, la cui vita e spiritualità l’hanno resa degna di essere venerata dai fedeli cattolici? Qui siamo al di là di ogni più spinto ecumenismo e di ogni più dannoso irenismo.

Associare questi tre personaggi è un atto blasfemo nei confronti della beata Teresa di Calcutta e soprattutto nei confronti di Cristo. Permettere simili operazioni “artistico-spirituali” significa non aver capito nulla del Cattolicesimo. Significa svuotarlo dell’essenziale e ridurlo a opzione meramente culturale. Significa togliere di mezzo Dio e mettere al suo posto l’uomo.
Madre Teresa non faceva filantropia, ma vera carità cristiana e infatti aiutava i poveri attingendo forza da ore e ore di adorazione eucaristica fatta in ginocchio, adorando Colui che è l’unica Via, l’unica Verità e l’unica Vita: Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, Salvatore e Redentore del mondo. Gandhi e Martin Luther King, le cui vite private peraltro furono tutt’altro che esemplari, avranno anche fatto battaglie giuste, ma parziali e mancanti, perché non erano nella piena Verità.

Il dramma della Chiesa attuale è proprio questo: in nome del buonismo, del politicamente corretto, degli applausi, delle battaglie civili, essa ha smarrito ciò che la fonda, cioè Cristo. La confusione dottrinale è talmente grande che non ci si accorge nemmeno di errori così eclatanti. E quel che più stupisce e addolora è che nessuna autorità ecclesiastica sia intervenuta per far rimuovere il blasfemo accostamento. A quando un pubblico e risolutivo intervento? (F.C.)

 

(C) Corrispondenza Romana, 16 luglio 2013

Argomento: Chiesa

+ Luigi Negri Vescovo di Ferrara-Comacchio

"La S. Messa secondo il rito antico è celebrata oggi nella grande Solennità di Pentecoste, che ricorda alla Chiesa di ogni tempo, di ogni momento, e quindi ad ogni cristiano, che l’avvenimento della Fede e quindi lo svilupparsi della Fede in una vita di comunità e in una vita di comunione, in una pratica della carità, in un esercizio attivo della missione, tutto questo nasce dal miracolo dell’effusione dello Spirito Santo nel cuore dei fedeli, che è dono purissimo del Signore!

Argomento: Chiesa

AsiaNews 3-4-2012

BANGLADESH
Bangladesh: Ex imam si converte al cattolicesimo. Ridotto in fin di vita
di Maria Gomes

Il leader musulmano diventa cristiano presbiteriano all’estero. Incontra una cattolica, si sposano, e decide di farsi cattolico. Tornato in Bangladesh, affronta il rifiuto totale della comunità d’origine. Ma tra violenze e ostracismo sociale, resta saldo nella sua fede: “Credo in Cristo, l’ho accolto. È il mio salvatore”.

Argomento: Islam

Il Papa ha deciso di nominare il vescovo di La Spezia nuovo patriarca di Venezia

Andrea Tornielli
Città del Vaticano

Benedetto XVI ha scelto il successore del cardinale Angelo Scola sulla cattedra di San Marco: è il vescovo di La Spezia, Francesco Moraglia, di origini genovesi. L’annuncio è atteso a giorni e l’ingresso nella diocesi della Serenissima potrebbe avvenire entro marzo.

Si conclude così l’attesa durata sette mesi, dopo la nomina di Scola a Milano. La «macchina» delle consultazioni per la scelta del successore si è messa in moto con notevole ritardo, complice anche il fatto che dopo l’estate è cambiato il nunzio apostolico in Italia: l’arcivescovo Giuseppe Bertello, che aveva gestito il dossier Milano, è stato promosso alla guida del Governatorato e ora diventerà cardinale, mentre al suo posto di ambasciatore vaticano presso il Quirinale è stato scelto il nunzio in Argentina Adriano Bernardini.

Argomento: Chiesa

AsiaNews 17/10/2011 13:33
FILIPPINE - ITALIA

L’Anno della Fede e il martirio di p. Fausto Tentorio

di Bernardo Cervellera

La morte del missionario del Pime in contemporanea con l’annuncio dell’Anno della Fede, voluto da Benedetto XVI per riscoprire la fede cristiana e imparare a trasmetterla a tutto il mondo. La vita del sacerdote ucciso è segno del “bene che non fa rumore”, ma fa crescere frutti di fede e di amore. Un’alternativa ai black bloc.

Argomento: Attualità

Libero 11 settembre 2011

Uno sfregio a padre Pio

di Antonio Socci

Sono milioni ogni anno i pellegrini che si recano a San Giovanni Rotondo. E negli ultimi tempi si trovano davanti a sorprese che lasciano sconcertati, nel nuovo edificio di Renzo Piano dove è stato portato il corpo di san Pio.
Per esempio i mosaici (che a me non piacciono) realizzati da Marko Rupnik proprio per il sepolcro del Padre. In tutto il ciclo delle raffigurazioni c’è una testata giornalistica italiana che viene mostrata e di conseguenza viene – per così dire – pubblicizzata.
Una sola: “l’Unità”. E’davvero molto sorprendente perché nel mosaico si vede padre Pio che addirittura benedice una tizia che ha in mano appunto “l’organo del Partito comunista italiano”.

La Cantata di Bach che Ratzinger predilige

È quella dell'ultima domenica dell'anno liturgico luterano, con al centro la parabola delle vergini sagge e delle vergini stolte. Tutti i particolari di un ricordo personale di papa Benedetto, alla vigilia del suo prossimo viaggio in Germania

di Sandro Magister

Argomento: Arte

Avvenire 3 agosto 2011
PROGETTO CEI

I «tesori» delle diocesi svelati dalle tecnologie

C'è una porzione di storia della Chiesa conservata nelle diocesi, nelle sedi provinciali degli enti ecclesiastici, persino nelle parrocchie. È nascosta nei registri, rinchiusa negli archivi. Schedata e classificata, magari, ma costretta comunque a una dimensione locale. E invece legando fra loro i frammenti della vita ecclesiale si può provare a riscoprire una trama che intreccia le origini dei grandi personaggi o che collega le esperienze di comunità distanti fra loro. La chiave è offerta dalle nuove tecnologie. E da un progetto destinato a sfruttarle a fondo. 

Argomento: Notizie

I cristiani perseguitati in Pakistan subiscono la stessa accusa mossa a Gesù.


Fides 2011-04-09

ASIA/PAKISTAN - Nuovo caso di false accuse di blasfemia contro un cristiano

 

Faisalabad (Agenzia Fides) – Un cristiano di nome Arif Masih, 40 anni, del villaggio di Chak Jhumra, nel territorio di Faisalabad, è stato arrestato il 5 aprile dalla polizia locale con l’accusa di blasfemia. E’ quanto comunica all’Agenzia Fides la Commissione “Giustizia e Pace” della diocesi di Faisalabad, esprimendo “grave preoccupazione per un nuovo caso basato su false accuse”.

Argomento: Chiesa
AsiaNews 22/03/2011 13:23

GIAPPONE

I missionari del Pime lanciano il “Progetto emergenza Giappone”

Una richiesta di aiuto da destinare alla Caritas nazionale e alla diocesi di Sendai, la più colpita dagli effetti del terremoto. “Per il momento non abbiamo intenzione di andar via, anche se l’ambasciata italiana lo consiglia”.
Argomento: Attualità
AsiaNews 28/02/2011 10:49

L’India, l’utero in affitto e il “turismo medico”. I rischi di un progresso senza etica


Una relazione del dott. Carvalho, esperto indiano, alla recente assemblea generale della Pontificia accademia per la vita sottolinea il pericolo di una tecnologia senza controlli e senza confini etici. Il monito di Benedetto XVI: i medici devono difendere le donne dall’inganno dell’aborto.
Argomento: Vita
Teresa Belgiojoso

I GIOVANI VANNO AMATI
E` IL SEGRETO PER EDUCARLI
Argomento: Vita

Riceviamo dal blog Ragione e Fede e pubblichiamo con piacere.

Ieri si è liquefatto (o fuso) nuovamente il sangue di San Gennaro nel Duomo di Napoli. Facciamo il punto sulla situazione scientifica rispetto a questo avvenimento.



IN COSA CONSISTE?
Il sangue di san Gennaro è conservato nel Duomo di Napoli (assieme al busto aureo ed argenteo del Santo e al suo cranio) in una boccetta di vetro sigillata, con volume stimato di circa 60 millilitri, riempita per metà dal liquido. Questa bottiglietta, accanto ad un’altra più piccola e vuota, è contenuta tra due pareti di vetro in un reliquiario portatile d’argento. Durante la cerimonia del miracolo di San Gennaro, il reliquiario è più volte mosso, agitato e capovolto al fine di evidenziare l’avvenuta liquefazione, che diviene visibile senza difficoltà: in certi casi quasi immediatamente, in altri dopo alcuni giorni, sebbene solidificatosi nell’arco dei secoli. Si dice, su basi non comprovate dalla scienza, che in qualche circostanza il sangue “ribolla”, cambi di peso e di colore, ma non vi sono prove certe che confermino questi fenomeni. L’evento è quasi sempre avvenuto in date precise durante l’anno da circa 700 anni.

PERCHE’ SI PARLA DI MIRACOLO?
Si parla di miracolo quando si è difronte ad un fatto oggettivamente inspiegabile a qualunque disamina, a qualunque procedimento indagativo della ragione. La scienza ci dimostra come il sangue umano, se sigillato in vitro per un certo periodo, solitamente si coaguli, senza più tornare al proprio stato liquido. Ma anche quando dovesse rompersi il coagulo (con conseguente liquefazione), ciò potrebbe avvenire una tantum: senza alcuna possibilità, dunque, di ulteriore ritorno alla coagulazione iniziale. Il liquido conservato nel Duomo di Napoli, invece, sta misteriosamente continuando, nel corso dei secoli, a solidificare ed a liquefarsi più volte, senza entrare mai a contatto con l’aria.

Argomento: Notizie

ITALIA: a Napoli si è ripetuto l'evento della liquefazione del sangue di san Gennaro

 


 

Radio Vaticana 19-09-2010.- Questa mattina a Napoli si e' ripetuto l’evento della liquefazione del sangue di san Gennaro. Alle 9.22 l'arcivescovo della città, il cardinale Crescenzio Sepe, con il tradizionale sventolio del fazzoletto bianco, ha dato l'annuncio dall'altare della cattedrale, dove fin dalle prime ore del mattino si sono ritrovati centinaia di fedeli.

 
La teca, contente il sangue del patrono di Napoli che si e' liquefatto, e' stata prelevata dalla Cappella del Tesoro e portata in processione fino sull'altare dove il cardinale ha dato l'annuncio accolto da un caloroso applauso.
 
“Napoli - ha detto il cardinale Sepe nel corso dell'omelia della celebrazione - ha sempre vissuto di pane e di speranza. Ora sembra che siamo arrivati ad un punto di svolta: niente e' scontato, ne' il pane ne' la speranza. Come e' potuto accadere?''.
 
L'arcivescovo di Napoli ha quindi richiamato tutti a fare ''un serio esame di coscienza collettiva nel quale tutti, per la parte di propria competenza, sono chiamati in causa''. Parlando poi del clima di violenza che si registra in Campania, l'arcivescovo ha ricordato la tragedia di Castel Volturno, l'uccisione del sindaco Vassallo e infine un pensiero e' andato alle vittime degli incidenti sul lavoro.
 
La liquefazione del sangue di San Gennaro si ripete abitualmente tre volte l'anno: il 19 settembre, solennità liturgica del patrono di Napoli e della Campania; il sabato precedente la prima domenica di maggio, quando si svolge la processione delle reliquie nel centro storico; e infine il 16 dicembre, anniversario dell'eruzione del Vesuvio del 1631 fermata dopo le preghiere dei napoletani al santo. (R.P.)
Argomento: Notizie
Quei preti in carriera che non piacciono a B-XVI

Il carrierismo, la ricerca del potere, era più di tanti altri mali, “il male” presente nella chiesa (soprattutto nel clero) che il cardinale Joseph Ratzinger aveva denunciato nelle meditazioni della via crucis del 2005 quando, poche settimane prima di succedere a Giovanni Paolo II, disse: “Quanta sporcizia c’è nella chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui!”. Leggi qui la meditazione di Ratzinger alla Nona stazione.
Argomento: Papa

Caso Kennedy. Il vescovo boccia il professore

Terza puntata di una disputa che divide la Chiesa e il campo politico, non solo negli Stati Uniti. L'arcivescovo di Denver, Chaput, respinge le critiche del professor Diotallevi e ribadisce che Kennedy ha avuto un influsso "moralmente distruttivo" su due generazioni di politici cattolici

di Sandro Magister
Argomento: Fede e ragione

Con un click, 143 anni di documenti papali

Il Vaticano ha messo sul web gli atti della Santa Sede dell'ultimo secolo e mezzo, compresi quelli della seconda guerra mondiale, su Pio XII e gli ebrei. Una guida alla consultazione

di Sandro Magister
Argomento: Pubblicazioni
Avvenire 16 Febbraio 2010
Devozione popolare
Miracolo di sant’Antonio Una folla di fedeli in coda

di Marina Corradi

La carrucola gira cigolando, i cavi d’acciaio si tendono, manovrati con cautela dagli artieri della Basilica. E lentamente, oscillando, la cassa che custodisce i resti di sant’Antonio viene issata fuori dal sarcofago, nella cappella di San Giacomo. Le grosse mani degli artieri la depositano per terra delicatamente, come fosse la culla di un bambino che dorme. Poi estraggono l’urna di cristallo: le ossa di sant’Antonio tornano alla luce.
Argomento: Notizie
Avvenire 7-11-2009
In tante classi spunta là dove non c’era e in altre è “difeso” dagli stessi ragazzi Anche gli enti locali si mobilitano: sindaco marchigiano prevede multa di 500 euro a chi lo toglierà dalle aule

Gli studenti si ribellano: quella croce non si tocca

DA MILANO PAOLO FERRARIO
Argomento: Notizie

IL PENSIERO DEL VESCOVO NEGRI

SULLA DECISIONE DELLA CORTE DI STRASBURGO DI
VIETARE LA PRESENZA DEI CROCIFISSI NELLA AULE SCOLASTICHE


La decisione assunta dalla Corte dei Diritti dell’uomo di Strasburgo era largamente prevedibile e, per certi aspetti, attesa. In queste istituzioni si sta sostanzialmente catalizzando tutto il peggior laicismo che ha una connotazione obiettivamente anti cattolica ed è teso ad eliminare, anche con la violenza, la presenza cristiana dalla vita della società e, addirittura, i simboli di questa presenza.

Argomento: Chiesa

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