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AsiaNews 25/08/2015
LIBANO
La Dichiarazione di Beirut: i musulmani in difesa della libertà dei cristiani
Libertà di fede, di educazione e di opinione difese citando il Corano. Esse sono alla base dello Stato di diritto, che non deve essere uno Stato religioso. L’organo di riferimento dei sunniti del Libano condanna senza appello la violenza in nome di Dio. Il testo integrale del messaggio.

Beirut (AsiaNews) – Non si può costringere alla conversione né perseguire chi ha una fede diversa dalla propria. L’islam vieta di condurre una guerra contro chi è diverso, scacciarlo dalle propria terre e limitarne la libertà in nome della religione. Beirut si fa portavoce dell’islam liberale che vuole la convivenza con i cristiani, di cui è ricca la tradizione del Libano. Queste sono alcune delle importanti affermazioni contenute nella “Dichiarazione di Beirut sulla libertà religiosa”, pubblicato dalla Mokassed di Beirut, associazione sunnita vicina a Dar el-Fatwa. Il messaggio è stato preparato il 20 giugno scorso e pubblicato pochi giorni fa. AsiaNews ne aveva pubblicato qualche stralcio, insieme alle parole di Mohammad Sammak, figura familiare del dialogo islamo-cristiano. La dichiarazione è volta a mettere nero su bianco la posizione dei musulmani del Libano nei confronti della violenza compiuta in nome della loro religione. In essa viene chiarito quali siano gli insegnamenti fondamentali dell’islam e quando, invece, esso viene “preso in ostaggio” per giustificare logiche di potere. Pubblichiamo il testo integrale della Dichiarazione. Traduzione in italiano a cura di AsiaNews.

Argomento: Islam

«L'Is sta uccidendo i cristiani rapiti»

Il gruppo dello Stato islamico ha ucciso alcuni dei cristiani assiri sequestrati negli ultimi giorni nella provincia di Al Hasaka, nel nordest della Siria. Lo ha riferito all'agenzia Efe un familiare di una delle vittime. "Oggi hanno ucciso a colpi di arma da fuoco due delle persone rapite a Tal Hurmuz, tra cui un mio cugino di 65 anni", ha fatto sapere Abdel Abdel, un ingegnere fuggito cinque mesi fa a Beirut assieme alla moglie e ai due figli. L'uomo è in contatto con i parenti rimasti nella provincia di Al Hasaka. I jihadisti, ha raccontato Abdel, sono entrati a Tal Hurmuz all'alba di ieri e hanno sequestrato cinque persone.

Argomento: Islam

LA STRATEGIA FALLIMENTARE DEL DIALOGO CON L'ISLAM 
Siamo in guerra eppure non vogliamo prenderne coscienza (VIDEO: l'imam di Londra annuncia la conquista di Roma) 
Autore: Vittorio Messori

Di rabbi Giuseppe Laras - eminente nell'ebraismo italiano non solo per cultura ma anche per sensibilità religiosa - ho sempre apprezzato la schiettezza nell'esporre le sue convinzioni. Così, nell'articolo di ieri su questo giornale, non esita a iniziare affermando che «siamo in guerra, siamo solo agli inizi eppure non vogliamo prenderne coscienza». 

Argomento: Islam

culturacattolica.it

#Islam: tra fede e ragione

Autore: Oliosi, Don Gino

A livello culturale un ritorno, oggi, alla sintesi tra fede e ragione è la sola via perché l’interpretazione del Corano si liberi dalla paralisi fondamentalista islamica e dalla ossessione della “jihad”. E’ il solo terreno per un dialogo veritiero del mondo Musulmano tra Cristianesimo e Occidente

Argomento: Islam

Cristo crocifisso, scandalo per i musulmani e stoltezza per i laicisti…
 
di Roberto de Mattei
Articolo pubblicato su Corrispondenza Romana

 

~Marcher contre la Terreur , “Marcia contro il Terrore”, è stato il titolo con cui “Le Monde”, il “Corriere della Sera” e i principali giornali occidentali hanno presentato la grande sfilata laicista dell’11 gennaio.
Mai nessuno slogan è stato più ipocrita di questo, imposto dai mass media come reazione alla strage di Parigi del 7 gennaio. Che senso ha infatti parlare di Terrore senza aggiungere al sostantivo l’aggettivo “islamico”?

L’attacco alla redazione di “Charlie Hebdo” è stato perpetrato al grido di «Allah akbar ! » per vendicare Maometto offeso dalle caricature e dietro i kalashnikof dei terroristi c’è una visione del mondo precisa: quella musulmana. Solo ora i servizi segreti occidentali cominciano a prendere sul serio le minacce di Abu Muhamad al Adnani, contenute in un comunicato multilingue diffuso il 21 settembre 2014 dal quotidiano on line “The Long War Journal”.
«Conquisteremo Roma, spezzeremo le sue croci, faremo schiave le sue donne col permesso di Allah, l’Eccelso», ha dichiarato ai suoi seguaci il portavoce dello “Stato islamico”, che non ha semplicemente ripetuto di sterminare gli “infedeli” ovunque si trovino, ma ha indicato loro anche le modalità: «Piazzate l’esplosivo sulle loro strade. Attaccate le loro basi, fate irruzione nelle loro case. Troncate loro la testa. Che non si sentano sicuri da nessuna parte! Se non potete trovare l’esplosivo o le munizioni, isolate gli Americani infedeli, i Francesi infedeli o non importa quale altro loro alleato: spaccate loro il cranio a colpi di pietra, uccideteli con un coltello, travolgeteli con le vostre auto, gettateli nel vuoto, soffocateli oppure avvelenateli».

Ci si illude che la guerra in corso non sia quella dichiarata dall’Islam all’Occidente, ma una guerra che si combatte all’interno del mondo musulmano e che l’unico modo per salvarsi sia di aiutare l’Islam moderato a sconfiggere l’Islam fondamentalista, come ha scritto sul “Corriere della Sera” dell’11 gennaio Sergio Romano, un osservatore che pure passa per intelligente. In Francia, lo slogan più ripetuto è quello di evitare l’“amalgama”, ossia l’identificazione tra l’Islam moderato e quello radicale. Ma il fine comune a tutto l’Islam è la conquista dell’Occidente e del mondo. Chi non condivide questo obiettivo non è un moderato, semplicemente non è un buon musulmano.

Le divergenze, semmai, non riguardano il fine, ma i mezzi: i musulmani di Al Qaeda e dell’Isis hanno abbracciato la via leninista della azione violenta, mentre i Fratelli Musulmani utilizzano l’arma gramsciana dell’egemonia intellettuale. Le moschee sono il centro di propulsione di quella guerra culturale che Bat Ye’or definisce il soft-jihad, mentre con il termine hard-jihad definisce la guerra militare per terrorizzare e annientare il nemico. Si può discutere, e certamente si discute all’interno dell’Islam, sulla scelta dei mezzi, ma c’è concordia sull’obiettivo finale, l’estensione al mondo della sharia’a, la legge coranica.

Islam è in ogni caso un sostantivo verbale traducibile con “sottomissione”. La sottomissione per evitare il Terrore, lo scenario del futuro europeo immaginato dal romanziere Michel Houellebecq nel suo ultimo libro, precipitosamente ritirato dalle librerie francesi.
No al Terrore significa per i nostri uomini politici no alla sottomissione violenta degli jihadisti, sì ad una sottomissione pacifica, che porti dolcemente l’Occidente in una condizione di dhimmitudine.

L’Occidente si dice disposto ad accettare un Islam “dal volto umano”, ma in realtà, ciò che dell’Islam rifiuta non è solo la violenza, ma anche il suo assolutismo religioso.
Per l’Occidente c’è licenza di uccidere in nome del relativismo morale, ma non in nome di valori assoluti.
Eppure l’aborto è sistematicamente praticato in tutti i Paesi occidentali e nessuno dei capi di Stato che hanno sfilato a Parigi contro il Terrore lo ha mai condannato.
Ma cos’è l’aborto se non la legalizzazione del Terrore, il Terrore di Stato promosso, incoraggiato, giustificato? Che diritto hanno i leader occidentali di manifestare contro il Terrore?

Su “La Repubblica” del 13 gennaio 2015, mentre l’ex capo di Lotta Continua Adriano Sofri celebra L’Europa che rinasce sotto la Bastiglia, la filosofa postmoderna Julia Kristeva, cara al cardinale Ravasi, afferma che «la piazza illuminista ha salvato l’Europa», e che «di fronte al rischio che stavano correndo, libertà, uguaglianza e fratellanza hanno smesso di essere concetti astratti, incarnandosi in milioni di persone».
Ma chi ha inventato il Terrore se non la Francia repubblicana, che lo ha usato per annientare tutti gli oppositori alla Rivoluzione francese?
L’ideologia e la prassi del terrorismo si affacciano per la prima volta nella storia con la Rivoluzione francese, soprattutto a partire dal 5 settembre 1793, quando il “Terrore” fu messo dalla Convenzione all’ordine del giorno e divenne una parte essenziale del sistema rivoluzionario.
Il primo genocidio della storia, quello vandeano, venne perpetrato in nome degli ideali repubblicani di libertà, uguaglianza e fratellanza.
Il comunismo che pretese di portare a compimento il processo di secolarizzazione inaugurato dalla Rivoluzione francese, attuò la massificazione del terrore su scala planetaria, provocando, in meno di settant’anni, oltre 200 milioni di morti.
E che cos’è il terrorismo islamico se non una contaminazione della “filosofia del Corano” con la prassi marx-illuminista importata dall’Occidente?

“Charlie Hebdo” è un giornale in cui, fin dalla sua fondazione, la satira è stata posta al servizio di una filosofia di vita libertaria, che affonda le sue radici nell’illuminismo anticristiano. Il giornale satirico francese è stato reso noto dalle sue caricature di Maometto, ma non vanno dimenticate le disgustose vignette blasfeme pubblicate nel 2012 per rivendicare l’unione omosessuale.
I redattori di “Charlie Hebdo” possono essere considerati un’espressione estrema ma coerente della cultura relativista ormai diffusa in tutto l’Occidente, così come i terroristi che gli hanno sterminati possono essere considerati espressione estrema ma coerente dell’odio contro l’Occidente di tutto il vasto mondo islamico.
Coloro che rivendicano l’esistenza di una Verità assoluta e oggettiva vengono equiparati dai neoilluministi ai fondamentalisti islamici. Mai noi equipariamo il relativismo all’islamismo, perché entrambi sono accomunati dal fanatismo. Il fanatismo non è l’affermazione della verità, ma lo squilibrio intellettuale ed emotivo che nasce dall’allontanamento della verità.

E c’è una sola verità in cui il mondo può trovare la pace, che è la tranquillità dell’ordine: Gesù Cristo, Figlio di Dio, a cui tutte le cose devono essere ordinate in Cielo in terra, perché si realizzi la pace di Cristo nel Regno di Cristo additata come l’ideale di ogni cristiano da Papa Pio XI nella enciclica Quas Primas dell’11 dicembre 1925.

Non si può combattere l’Islam in nome dell’illuminismo e tanto meno del relativismo. Ciò che sola vi si può opporre è la legge naturale e divina, negata in radice sia dal relativismo che dall’Islam.
Per questo leviamo in alto quel Crocifisso che il laicismo e l’islamismo rigettano e ne facciamo una bandiera di vita e di azione.
«Noi ‒ affermava san Paolo ‒ predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i giudei e stoltezza per i pagani» (I Cor 1, 23).

Potremmo ripetere:
«Noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i musulmani e stoltezza per i laicisti».

Argomento: Islam

Avvenire 17/12/14

Pakistan: «il nostro 11 settembre»
Talebani minacciano nuovi attacchi

Dopo la strage di ieri nella scuola di Peshawar, i talebani pachistani hanno minacciato oggi nuovi attentati come "vendetta" per le operazioni dell'esercito nel nord-ovest e hanno esortato i civili a evitare scuole e altre sedi militari. La minaccia è contenuta in un comunicato inviato a giornalisti all'indomani della strage contro la scuola di Peshawar costata la vita a 141 persone. Nel documento di quattro pagine, il gruppo armato estremista Tehrik-e-taleban Pakistan (Ttp) ha chiesto ai civili e ai loro bambini di non frequentare scuole e istituzioni gestite dai militari. 

Argomento: Islam

Asia Bibi, gli sposi arsi nel forno e la storia del bicchiere d’acqua. «La legge sulla blasfemia serve a perseguitarci»

Tempi.it - dicembre 5, 2014 Leone Grotti

Intervista a Sardar Mushtaq Gill, avvocato della donna in carcere da quasi 2000 giorni e condannata a morte. «Hanno crivellato la mia casa di colpi di arma da fuoco»

Sardar Mushtaq Gill (al centro nella foto), cristiano pakistano di 33 anni, sposato con tre figli, è uno degli otto legali di Asia Bibi ma più che l’avvocato voleva fare il tecnico. Ha cominciato a cambiare idea quando in prima media, all’età di 11 anni, si è trovato in classe con 70 musulmani e due cristiani. Un giorno d’estate, quando il caldo supera i 40 gradi, uno dei suoi compagni cristiani si è alzato per bere un bicchiere d’acqua dal refrigeratore presente in classe. Alla fine della giornata il preside ha preso i tre cristiani da parte: “Quell’acqua non è per voi. Se la bevete i vostri compagni musulmani si offendono”, ha detto loro.

Argomento: Islam

Fides.org - 2014-11-05
ASIA/PAKISTAN - Coniugi arsi vivi: protesta dei cristiani a Lahore, si chiede l’intervento Onu

Lahore (Agenzia Fides) – “Siamo scioccati e preoccupati. I cristiani in Pakistan oggi si chiedono: in che paese viviamo? L’orribile e barbara esecuzione di due coniugi cristiani, accusati di blasfemia, è un atto che offende la giustizia, i diritti umani, la dignità umana, la civiltà, ed è contrario allo stato di diritto. Oggi manifesteremo per la giustizia e per i diritti umani a Lahore. Sulla legge sulla blasfemia, chiediamo l’intervento dell’Onu”: è quanto dice in un colloquio con l’Agenzia Fides p. James Channan OP, domenicano, Direttore del “Peace Center” di Lahore, centro studi impegnato nel dialogo interreligioso, commentando l’omicidio dei due coniugi cristiani, arsi vivi nel distretto di Kasur, in Punjab (vedi Fides 4/11/2014).

Argomento: Islam

Tempi.it - settembre 22, 2014 Leone Grotti

«Solo i cristiani possono dialogare con l’islam. Ma anche la Chiesa sembra aver dimenticato la lezione di Ratisbona»
Intervista al professore e intellettuale cattolico George Weigel: «Benedetto XVI aveva ragione. La violenza dei jihadisti ci fa rileggere Ratisbona senza i paraocchi del politicamente corretto»

Argomento: Islam

Culturacattolica.it

Per superare buonismo e intolleranza

lunedì 8 settembre 2014

In un’epoca in cui l’opinione pubblica è di fatto il riflesso dell’opinione pubblicata, i mezzi di comunicazione dovrebbero prestare estrema attenzione anche e soprattutto ai titoli degli articoli, ai titoli di lancio dei telegiornali. In un’epoca in cui è difficile approfondire la notizia è molto facile creare un mostro dal nulla o peggio ancora dalle buone intenzioni. E’ quel che è capitato al vescovo di Imola, monsignor Tommaso Ghirelli. E’ stato accusato di avere lanciato un “anatema anti-islam”, di avere intimato ai musulmani che non avessero condannato “gli atti di crudeltà dell’islam” di andarsene. Ebbene, una lettura della riflessione incriminata di Monsignor Ghirelli, pubblicata ne Il Nuovo Diario – Il Messaggero, dimostra, a mio parere, la sua saggezza e la sua lungimiranza. 

Innanzitutto è importante analizzare il contesto in cui si inserisce lo scritto pubblicato. Si fa riferimento all’afflusso di “profughi e immigrati via mare”, “di giovani e intere famiglie che dall’Africa e dall’Oriente” sono giunte nell’arco di un anno. Si fa riferimento quindi a persone che sono state spinte ad attraversare il Mediterraneo per una “serie di conflitti drammatici, di problemi politici, di tensioni sociali”. Monsignor Ghirelli fa quindi riferimento alla crisi in Medio Oriente, all’autoproclamazione del califfato da parte dei terroristi dell’ISIS che ha portato alla persecuzione dei cristiani in Siria e in Iraq così come alla persecuzione di “alcune minoranze religiose”. Una realtà, quella dell’ISIS, che deve spingere i politici a “proteggere e difendere non la supremazia, ma la vita e la libertà delle persone”. 

Argomento: Islam

il Foglio

“Proteggere e punire”. Il nunzio del Papa all’Onu usa i verbi giusti
di Matteo Matzuzzi | 03 Settembre 2014 ore 06:30

Roma. La Santa Sede mette nero su bianco la sua posizione sulla crisi irachena, dopo le parole pronunciate dal Papa agli Angelus, durante la conferenza stampa nel ritorno dal viaggio in Corea e la lettera inviata lo scorso agosto al segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. E’ stato mons. Silvano Maria Tomasi, l’osservatore permanente all’Onu di Ginevra, ad aver illustrato in otto punti la linea del Vaticano davanti al Consiglio dei diritti umani, riunitosi lunedì sera. Mons. Tomasi, che qualche settimana fa era stato tra i primi a parlare di “azione militare forse necessaria”, ha ricordato che nella piana di Ninive “le persone vengono decapitate a causa della loro fede, le donne sono violentate senza pietà e vendute come schiave al mercato, i bambini sono costretti a combattere, i prigionieri massacrati in barba a ogni legge”.

Argomento: Islam

www.culturacattolica.it

martedì 26 agosto 2014
Pubblichiamo questo appello, nella speranza di contribuire a una «riscossa di pace». Quello che accade non può procedere per la nostra ignavia!

Qui l'originale, che potete sottoscrivere

Il 7 marzo 1936, Hitler fece il suo primo lancio dei dadi e ordinò alle truppe tedesche di entrare nella Renania smilitarizzata. Un’azione militare terrestre concertata tra la Francia e la Gran Bretagna, per far rispettare il trattato, avrebbe dovuto impedire molte altre tragedie successive, anche in Germania. Ma la disunione tra gli alleati, la crisi economica e la mancanza di strategia ebbero la meglio nei confronti di alcuni politici francesi lungimiranti. Il prestigio di Hitler ne uscì decuplicato, soprattutto tra le sue truppe, galvanizzate dai suoi successi e dalla preveggenza agghiacciante del loro capo, interpretata come sovrumana, mentre lo scetticismo era molto maggioritario fino ai vertici del suo stato maggiore.

Argomento: Islam

AsiaNews 25-8-2014

Patriarca di Baghdad: Mentre la politica discute, i cristiani irakeni continuano a soffrire e morire 
di Joseph Mahmoud


Visitando i campi profughi di Erbil e Dohok, Mar Sako parla di situazione “al di là di ogni immaginazione”. Egli si appella alla comunità internazionale e al mondo musulmano “che non hanno ancora compreso la gravità della situazione”. I miliziani sequestrano una bambina cristiana di tre anni, due uomini morti in casa di fame. Baghdad e Teheran per un piano congiunto di azione. 

Argomento: Islam

AsiaNews 9/7/14

Il sogno disperato del Califfato islamico
di Samir Khalil Samir

La retorica di Abu Bakr al Baghdadi è fallimentare. Nessun musulmano vuole vivere in un califfato. Lo stesso "califfo" è rifiutato da tutti. Ma egli ha ragione nell'indicare la decadenza del mondo islamico, di cui i primi responsabili sono gli stessi musulmani. Israele e la teoria del "complotto". Restaurare l'islam attraverso il dialogo aperto nella società, basato sui valori universali e comuni. Altrimenti rischia di finire anche l'islam.

Argomento: Islam

Avvenire 27-5-14
Sudan
Meriam ha partorito in carcere

Nelle prime ore di oggi ​Meriam, la 27enne sudanese condannata all'impiccagione per aver rifiutato di rinunciare al cristianesimo, ha dato alla luce una bambina. La ventisettenne ha dato alla luce la sua secondogenita, che si chiama Maya e pesa 3 chili, nell'ala ospedaliera della prigione in cui è detenuta da febbraio. 

Argomento: Islam

AsiaNews 16/05/2014

P. Samir: La condanna a morte di Meriam, un concentrato di crudeltà e di offese ai diritti umani
di Samir Khalil Samir
La donna sudanese, educata nel cristianesimo, è stata condannata a morte per apostasia e a ricevere 100 frustate per adulterio, avendo sposato un cristiano. Il radicalismo islamico sta diffondendo la violenza nel mondo. Per i musulmani è tempo di denunciare questo islam violento, scegliendo "l'islam della città", non "l'islam beduino del deserto".

Argomento: Islam

Fides.org 17-2-2013

AFRICA/NIGERIA - “L’ultimo massacro di civili purtroppo non mi stupisce: c’è uno schema regolare per terrorizzare” dice a Fides l’Arcivescovo di Jos

Abuja (Agenzia Fides) -“L’ultimo massacro avvenuto nel nord della Nigeria non mi sorprende più, perché Boko Haram segue uno schema regolare, volto a terrorizzare la popolazione” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Ignatius Ayau Kaigama, Arcivescovo di Jos e Presidente della Conferenza Episcopale Nigeriana, commentando l’assalto compiuto il 15 febbraio nel villaggio di Izghe, nello Stato di Borno (nord della Nigeria), presumibilmente da un gruppo di Boko Haram. Secondo un primo bilancio, almeno 100 civili sono stati uccisi da diversi uomini in uniforme militare, arrivati su alcuni automezzi, che hanno razziato i negozi e, dopo aver commesso il massacro, sono fuggiti verso la foresta.

Argomento: Islam

Siria, duemila cristiani in ostaggio a Kanaye: «Devono convertirsi all’islam per non essere uccisi»

Tempi.it dicembre 16, 2013 Redazione

Da sabato sera un commando di Al Nusra ha in mano una comunità cristiana del villaggio. L’allarme di monsignor Nazzaro: «Se una sola donna uscisse senza il velo, tutti gli abitanti verrebbero passati per le armi»

Argomento: Islam

Io, tunisina ventenne diventata jihadista del sesso: «In Siria mi sono unita a 152 uomini in un anno»

Tempi.it ottobre 15, 2013 Leone Grotti

Il marito l’ha convinta a soddisfare le pulsioni sessuali dei jihadisti: «Andrai in Paradiso». Per rendere il processo lecito dal punto di vista islamico la donna ha divorziato e si è risposata 152 volte

Argomento: Islam

AsiaNews 11-3-2013
PAKISTAN

Pakistan: cristiani e musulmani in protesta contro il rogo di Lahore

di Shafique Khokhar

Il bilancio finale è di 178 case distrutte. A Karachi e Lahore scuole cristiane chiuse in segno di rispetto. A Faisalabad migliaia di persone hanno manifestato contro quanto accaduto. Attivisti musulmani per i diritti umani: “La polizia sapeva ma non ha fatto nulla. I nostri leader politici devono andare a casa”.

Argomento: Islam

Fides.org 2012-09-17
ASIA/PAKISTAN - Due cristiani uccisi alla periferia di Karachi: i fedeli, nel terrore, alzano un muro

Karachi (Agenzia Fides) – Due cristiani sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco nel quartiere di Essa Nagri, alla periferia di Karachi, da gruppi musulmani estremisti di etnia pashtun che terrorizzano la popolazione residente. E’ quanto riferisce all’Agenzia Fides p. Victor John, parroco cattolico di Essa Nagri, che questo pomeriggio celebra i funerali dei due uccisi: Nasir Masih, cattolico, e Rafi Masih, protestante. Si tratta del terzo attacco nel giro di due settimane nel sobborgo cristiano (quattro morti in totale), preso di mira da gruppi estremisti che agiscono indisturbati, senza che la polizia li fermi.

Argomento: Islam

AsiaNews 03/08/2012 12:20
SIRIA - VATICANO
La Siria in un vicolo cieco: ascoltiamo il Papa (e Kofi Annan)
di Bernardo Cervellera

Le dimissioni di Kofi Annan gettano nell'oscurità la situazione siriana. L'escalation di violenze è responsabilità di Assad e dell'opposizione, che programmano un futuro eliminando l'altro. Divisioni anche nel Consiglio di sicurezza: ognuno è protettore di uno degli interlocutori e sponsor economico e militare. Annan: Occorre un processo politico onnicomprensivo. Il papa: la "sapienza del cuore" per giungere a una soluzione politica del conflitto.

Argomento: Islam

AsiaNews 26/07/2012 15:26
ISLAM - CRISTIANESIMO
Parla un musulmano convertito a Cristo
di Bernardo Cervellera

Facendosi riprendere da una TV a pieno viso - col rischio di essere riconosciuto e perseguito per "apostasia" - Mohammed Christophe riafferma il valore della conversione e del battesimo. Ma diversi vescovi e sacerdoti nei Paesi a maggioranza islamica rifiutano il battesimo ai musulmani che vogliono diventare cristiani. Eppure convertirsi significa una rivoluzione nel rapporto con Dio che è Padre; con Gesù che mi dona la sua vita; abbandonando tutto a rischio di persecuzione e di morte per apostasia.

Argomento: Islam

AsiaNews 19/06/2012 16:43
TUNISIA - ISLAM
Marzouki ad Oasis: Cristiani, musulmani, ebrei, atei sono tutti fratelli in Tunisia

di Bernardo Cervellera
 

Il presidente tunisino riafferma che alla base della rivoluzione dei gelsomini nel suo Paese vi è la libertà di coscienza, ossia la possibilità di cambiare religione, o di non averne affatto. La difficile transizione in Egitto, Libia, Siria, penisola araba, Marocco. In questi ultimi è bloccata ogni conversione o battesimo per timore delle conseguenze. Ma la rivoluzione araba ha cambiato la mentalità della gente, con maggior valore dato all'individuo e non alla "umma". L'occidente non ha capito i rivolgimenti in atto.

Argomento: Islam
Avvenire 23 maggio 2012
Così gli sceicchi cancellano i simboli cristiani

«Toglieteci tutto, ma non la croce cristiana». È questo l’appello accorato che da Madrid sta girando per l’Europa del pallone, da tempo divenuta la nuova terra di conquista degli sceicchi islamici. D’accordo che per il vil denaro il mercenariato del calcio è disposto a tutto, ma addirittura rinunciare alla storia e alla tradizione, in questo caso “sacra”, del proprio simbolo, questo è inaccettabile. Eppure il club più noto e amato del pianeta calcio, il Real Madrid, alla faccia dei suoi 150 milioni di tifosi sparsi per il mondo (dei quali in Spagna il 30% si dichiarano «cattolici praticanti») lo ha fatto.

Argomento: Islam

AsiaNews 12/04/2012 08:44
ISLAM - FRANCIA
Abdennour Bidar: Mohammed Merah, un mostro creato dalla malattia dell'islam

di Samir Khalil Samir

Un grande filosofo musulmano francese si domanda se la violenza salafita - come quella che ha ucciso i bambini della scuola ebraica di Tolosa - non sia il sintomo di qualcosa di guasto nella tradizione musulmana. Una religione che si è chiusa in se stessa. Per rinnovare oggi l'islam occorre accettare la sfida della modernità e dell'umanesimo. " Chi avrà questo coraggio ? Chi si prenderà questo rischio ? ". L'analisi di p. Samir Khalil.

Argomento: Islam

AsiaNews 3-4-2012

BANGLADESH
Bangladesh: Ex imam si converte al cattolicesimo. Ridotto in fin di vita
di Maria Gomes

Il leader musulmano diventa cristiano presbiteriano all’estero. Incontra una cattolica, si sposano, e decide di farsi cattolico. Tornato in Bangladesh, affronta il rifiuto totale della comunità d’origine. Ma tra violenze e ostracismo sociale, resta saldo nella sua fede: “Credo in Cristo, l’ho accolto. È il mio salvatore”.

Argomento: Islam

31/01/2012 AsiaNews

ARABIA SAUDITA

Arrestati, picchiati e insultati 35 cristiani “sorpresi” a pregare in Arabia Saudita

Un gruppo di etiopi era riunito in casa di uno di loro, quando la polizia ha fatto irruzione. Sono accusati di “commistione illecita” di persone di sesso opposto non sposate tra loro. Ma secondo Human Rights Watch, si è di fronte a un nuovo episodio di violazione della libertà religiosa.

Argomento: Islam

Tema: Cristiani d'Oriente
Copti e musulmani d’Egitto: come si è arrivati all’emergenza di oggi
Tewfik Aclimandos, 11/11/2011

In quest’epoca di immagini, a quali credere? A quelle di piazza Tahrir di gennaio-febbraio, immagini di fraternizzazione tra musulmani e copti, di accettazione dell’altro, di unione sacra della nazione? O, al contrario, a quelle del 9 ottobre scorso, di blindati di 6 tonnellate che infierivano, investivano e uccidevano senza pietà i manifestanti copti? A quelle delle chiese bruciate?

Argomento: Islam
FEDE E VIOLENZA
Pakistan, massacrata ragazza cristiana
La diocesi: «Martire della fede»

Per la Chiesa della diocesi pachistana di Faisalabad, Mariah è già «una martire della fede», ma al momento dietro la sua uccisione si cela una realtà triste, sperimentata ogni anno in Pakistan da centinaia di donne delle minoranze religiose. Mariah Manisha è stata uccisa il 27 novembre – ma la notizia è stata diffusa solo ieri – da un musulmano, dopo il sequestro e la tentata violenza sessuale a cui la diciottenne cattolica si era opposta.

Argomento: Islam

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