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L'Osservatore Romano 11-8-2011

L'IMMIGRAZIONE E L'AMERICA CHE VERRÀ

di José Horacio Gómez arcivescovo di Los Angeles


[...] Fra i nostri problemi attuali vi è quello di aver perduto il senso della storia nazionale dell’America. Quando la conosciamo, la conosciamo in maniera incompleta e se non conosciamo la storia intera, finiamo per avere idee sbagliate sull’identità e la cultura americane.

Argomento: Fede e ragione

Festa di San Lorenzo. Il cardinale Bagnasco: cattolici sempre più attenti alla vita sociale e politica
2011-08-10 Radio Vaticana

“La fede cristiana non attenta in nessun modo alla vita sociale” e “i cristiani hanno un apporto originale e necessario da portare alla vita sociale e politica”: è quanto ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, celebrando stamani a Genova la Messa per la Festa di San Lorenzo. Un martire, ha affermato ancora il porporato, che “ricorda alla società di oggi la dignità intangibile dell’uomo”, fondamentale per “una società giusta”. Il servizio di Isabella Piro:00:02:42:48

Argomento: Fede e ragione

Ecco perchè difendo la civiltà del "lei"

di Vittorio Messori

È da condividere, ovviamente, lo sfogo recente di Beppe Severgnini che — su Sette—dice il suo «fastidio per l’insopportabile dilagare del "tu" sempre e comunque». Per quanto conta, io pure tendo istintivamente a irrigidirmi se qualcuno con cui non ho confidenza mi interpella con il «tu»; e mai penserei di fare altrettanto con lui. Dunque, mi è stata dura essere giovane nel Sessantotto, in cui sembrava tornato il tempo di Achille Starace che aveva abolito il «lei». Quel gerarca in camicia nera imponeva il «voi», mentre i figli dei borghesi in eskimo, travestiti da proletari, ti sprangavano se non usavi il «tu».

Argomento: Fede e ragione

Il nuovo numero di "Radici Cristiane"

Ragione di Stato e Regno di Cristo

 

 

 

 

Chi volga uno sguardo attento e non prevenuto alla situazione generale in cui oggi versa l’Occidente, non può non convenire sull’esistenza di una profonda crisi di civiltà. La società contemporanea si presenta come una società frammentata, o “liquida”, secondo la nota formula di Zygmunt Baumann, votata a un processo di autodisgregazione che ricorda quanto avvenne nell’era del tramonto dell’Impero Romano.

Qual è il dovere e il ruolo dei cattolici in questa situazione? In primo luogo resta per ognuno di essi l’obbligo di santificarsi. Anche, e soprattutto, in un’epoca caotica come la nostra, vivere non significa trascinare la propria esistenza in maniera priva di senso, ma ordinarla a Dio, meditando le parole con cui sant’Agostino apre le sue Confessioni: «Ci hai fatto per te, o Dio, e il nostro cuore sarà instabile finché non riposerà in te».
Quando l’uomo si allontana da Dio per inseguire solo il proprio interesse e piacere è destinato a essere infelice. Avvicinarsi a Dio significa sforzarsi di seguire la sua volontà e la sua legge, e in questa conformità alla volontà divina consiste propriamente la santità.

Ma l’uomo, per agire, ha bisogno di modelli a cui richiamarsi ed è per questo che la Chiesa, canonizzando i santi, ci offre esempi concreti di vita da imitare. «La loro esperienza umana e spirituale – dice Benedetto XVI – mostra che la santità non è un lusso, non è un privilegio per pochi, un traguardo impossibile per un uomo normale; essa, in realtà, è il destino comune di tutti gli uomini chiamati ad essere figli di Dio, la vocazione universale di tutti i battezzati» (Udienza generale del 20 agosto 2008).

Il fine della società non è diverso dal fine dell’uomo. Ed è diritto di Dio essere il primo, in tutto, non solo nel cuore umano, ma nella società intera, che solo in Lui può trovare ordine e stabilità. Oggi la vita è organizzata in modo tale che l’uomo, e non Dio, ha il posto primario nelle idee, nei costumi e nelle leggi.
Il rovesciamento di quest’ordine è la causa principale dei mali politici e sociali che ci affliggono. La rinascita politica e sociale di cui tutti avvertono la necessità non può che partire dall’assegnare a Dio la priorità nella vita privata come in quella pubblica.
Ma l’uomo ha bisogno di modelli anche sul piano sociale, non solo su quello individuale. E poiché le società non hanno vita ultraterrena, è nella memoria storica che i modelli a cui ispirarsi vanno cercati. Nella storia, tra lo schierarsi pro o contro la verità religiosa, per le società non c’è altra scelta possibile.
Il rifiuto di Dio caratterizza le “ideologie del male” del secolo XX, quali il comunismo e il nazismo, ma anche le società laiciste contemporanee, che evolvono verso una implacabile “dittatura del relativismo”.

Argomento: Fede e ragione

Si può essere “cattolici democratici” senza essere più cattolici?
3 luglio 2011 di Antonio Socci

Vito Mancuso è un tipo minuto dall’aria dimessa e stropicciata. E’ uno dei figli spirituali del cardinal Martini e oggi è approdato a scrivere per Repubblica.

Commentando la nomina del cardinale Scola a Milano, ha spiegato che “la questione è politica” (curioso modo di considerare la Chiesa): siccome la Curia di Milano è stata per trent’anni nell’orbita di Martini e della sua corrente, secondo Mancuso tale doveva restare.

Argomento: Fede e ragione
Avvenire 18 maggio 2011

Scola: salvare l’uomo, prima ecologia


Sono quattro le parole chiave che compongono il tema di Expo 2015 «Nutrire il pianeta. Energia per la vita»: alimentazione, energia, pianeta, vita. Ciascuna forma di vita – è stato detto – ha bisogno di energia e l’energia viene fornita dall’alimentazione. A sua volta, il nesso vita-alimentazione incide sullo sviluppo del pianeta, unitamente all’interazione di una molteplicità di fattori naturali e antropici. Da questa circolarità complessa emerge allora quella che viene definita come la quinta parola chiave: la persona che – si legge nel Memorandum – «con gli strumenti del suo vivere e del suo lavoro, contribuisce a trasformare in positivo o in negativo la natura nella quale vive».
Argomento: Fede e ragione
Riflessioni e indicazioni pastorali sulle prossime elezioni amministrative

di S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi
Arcivescovo-vescovo di Trieste

Le elezioni, siano esse politiche che amministrative, sono sempre un momento importante per una comunità. Sono infatti l’occasione per pensare a se stessa e al proprio futuro e per indicare programmi e nomi che possano interpretare questa idea di se stessa e del proprio futuro. E’ vero che nella nostra società i momenti decisionali della politica si sono moltiplicati e, si potrebbe dire, sono usciti dai tradizionali palazzi. C’è oggi una politica “diffusa” nella società e nel territorio. Ciononostante, il momento elettorale conserva una sua indubbia importanza perché in esso il cittadino riflette non solo sui propri bisogni e interessi, ma sul “nostro” bene, il bene di tutti, il bene della comunità percepita come un tutto. E’ così anche per la comunità di Trieste. E’ così anche per le prossime elezioni amministrative.
Argomento: Fede e ragione
Gli occhi di Marthe Robin
29 aprile 2011 / In News

da “La guerra contro Gesù” (Rizzoli)
di Antonio Socci

La storia di Alessandra (di Rudinì, nda) dimostra che infine dal pantano della cultura nichilista, che genera disperazione, non ci libera un’altra cultura, neanche cattolica, ma un incontro, dove si sperimenta che davvero Gesù è vivo, oggi e opera potentemente (e questa è la prova della sua resurrezione).
Argomento: Fede e ragione
Le ragioni di un intellettuale cattolico e l'irrazionalismo dei laicisti

(di Mons. Antonio Livi su Riscossa Cristiana)

La vicenda che ha coinvolto storico Roberto de Mattei, vice-presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, è stata commentata per parecchio tempo, anche su questa testata, e sono state esaurientemente contestate – dopo averle riferite correttamente - le assurde critiche che da varie parti gli sono state rivolte. Sembrerebbe che non ci sia più nulla da dire, ma io desidero tornare sull’argomento per segnalare alcuni aspetti dell’ideologia dominante nell’opinione pubblica che i cattolici dovrebbero rilevare criticamente, per non concedere alla montante polemica anticristiana degli argomenti apparentemente razionali che di fatto sono invece assolutamente inconsistenti.
Argomento: Fede e ragione
SULLA CONTINUITÀ

di Francesco Arzillo


La burrasca ecclesiale connessa ai conflitti fra tradizionalisti e progressisti non accenna a placarsi ed anzi appare accentuata, dato che le posizioni papali sfuggono – e non potrebbe essere altrimenti – a questo tipo di contrapposizione. Se i progressisti non gradiscono il motu proprio "Summorum Pontificum", i tradizionalisti rimangono perplessi per l’iniziativa di Assisi, e così via.
Argomento: Fede e ragione
Il caso de Mattei: riflettere su Dio e il male ed essere accusato d’indegnità scientifica

("Il Foglio" del 30/03/2011) Lo storico Roberto de Mattei non immaginava che la riflessione da lui fatta dai microfoni di Radio Maria una settimana fa, nel corso di una rubrica mensile intitolata alle radici cristiane, sarebbe stata usata per chiedere le sue dimissioni dalla vicepresidenza del Consiglio nazionale delle ricerche, per incompatibilità tra le idee espresse in quella occasione e il ruolo scientifico che la sua carica presuppone.
Argomento: Fede e ragione
Avvenire 24 marzo 2011

Leibniz e il computer della creazione


Dalla vicenda potrebbe scaturire, con un po’ d’inventiva, un romanzo storico carico di suspense, dall’accattivante titolo Il codice segreto del medaglione di Leibniz. Gli ingredienti narrativi non mancherebbero: il personaggio la cui mente geniale oltrepassa le epoche (Leibniz, appunto); l’ambientazione severa e un po’ spettrale della Biblioteca Augusta; una missiva mai onorata di una risposta e, forse, mai ricevuta e, soprattutto, il disegno per il conio di una medaglia onorifica, piena di segni, simboli e frasi in latino.
Argomento: Fede e ragione
AsiaNews 08/03/2011 10:47
INDIA

Pandita Ramabai, bramina cristiana: un’eroina nella liberazione delle donne indiane


di Nirmala Carvalho

Nata nella seconda metà dell’800 da una famiglia indù di alto rango, diventa una pioniera dei diritti delle donne nel suo Paese. Si converte al cristianesimo, perché scopre in Gesù il suo “principale liberatore”.
Argomento: Fede e ragione
L'Osservatore Romano - 16 febbraio 2011

I PADRI DELLA CHIESA FRA TEATRO E INTERNET

di Leonardo Lugaresi


Il messaggio di Benedetto XVI per la giornata mondiale delle comunicazioni sociali reso noto il 24 gennaio attira la nostra attenzione sui problemi posti da "alcuni limiti tipici della comunicazione digitale: la parzialità dell’interazione, la tendenza a comunicare solo alcune parti del proprio mondo interiore, il rischio di cadere in una sorta di costruzione dell’immagine di sé, che può indulgere all’autocompiacimento".
Argomento: Fede e ragione
Quando ci irridevano per la castità…

Libero 6 febbraio 2011

di Antonio Socci

Fummo una generazione irriverente, trasgressiva. Negli anni Settanta chi non ha fatto scioperi e okkupazioni? Il “vietato vietare”, il sei politico, poi gli spinelli, gli amorazzi usa e getta, il fanatismo ideologico, la violenza politica, i capetti intolleranti circondati di “compagne” adoranti.

Una generazione obbedientissima – come la giudicò Pasolini – ai padroni del pensiero dominante che la volevano rivoluzionaria.

Argomento: Fede e ragione
31 gennaio 2011 :: Corriere della Sera

Le radici cristiane e i peccati dell'Europa

di Vittorio Messori

"Un fantasma s’aggira per l’Europa", verrebbe da dire, parafrasando qualcuno…
Argomento: Fede e ragione
Avvenire 23 Gennaio 2011

La satira tv che ferisce

SONO UN PRETE STUFO DI FANGO

di Maurizio Patricello

Sono un prete. Un prete della Chiesa cattolica. Uno dei tanti preti italiani. Seguo con interesse e ansia le vicende del mio Paese. Non avendo la bacchetta ma­gica per risolvere i problemi che affliggo­no l’Italia, faccio il mio dovere perché ci sia in giro qualche lacrima in meno e qualche sorriso in più.
Argomento: Fede e ragione
Ecco l'unico articolo onesto e corretto - per ora - apparso sulla stampa italiana nei giorni successivi all'annuncio della beatificazione del grande economista veneto. Purtroppo, il docente autore dell'articolo, non si propone pubblicamente come cattolico ma è uno studioso serio.

Contro Marx ma con la gente

di Paolo Pecorari
Docente Ordinario di Storia Economica all'Università di Udine
da Avvenire, 15/11/2011

 

L’opera di Giuseppe Toniolo (1845-1918) si colloca in una dimensione sovranazionale e va considerata tenendo conto delle coeve esperienze maturate nell’ambito del cattolicesimo sociale non solo italiano, ma anche francese, belga e tedesco. Centrale in essa è il rapporto tra etica ed economia, come pure tra etica e politica. I due aspetti non possono essere disgiunti, nel senso che la componente etico-politica si spiega alla luce di quella etico-economica.

Per Toniolo l’economia deve criticamente indagare sia i termini della interazione soggetto-oggetto, ovvero della dialettica uomo-cose, sia quelli del rapporto uomo-uomo. La considerazione dei fatti economici non si esaurisce nel momento descrittivo, ma postula un progetto di trasformazione del reale secondo un obiettivo preciso, ancorché resti sempre da valutare in che misura il dato sia modificabile dalla volontà. Movendo dall’analisi dei classici dell’economia (soprattutto Smith e Ricardo) e prendendo le distanze dalla logica di un mercato privo di regole, non contesta la validità del principio che vede nell’interesse individuale uno degli impulsi massimi dell’umana operosità, ma respinge l’idea che si tratti dell’unico motore. Insiste nel contempo sull’influenza dello "spirito religioso" e, per dimostrarlo, si appoggia all’autorità del Minghetti e del Romagnosi, del Messedaglia e del Contzen.
Argomento: Fede e ragione

Elogio cristiano del Natale consumistico

di Antonio Socci

Natale è alle porte. E ci toccherà sorbirci le solite lagnose recriminazioni moralistiche contro il “Natale consumistico”.
Argomento: Fede e ragione
Allora parliamo davvero di sesso. E Paradiso.

di Antonio Socci

Da “Libero” 7 novembre 2010


“Che bello! E’ il teletrasporto!”. Così esclamò mio figlio, dodicenne, appassionato di tecnologie, fantascienza, computer, effetti speciali (va matto per il 3D).
Ma espresse quella sua meraviglia dopo avermi sentito parlare non di tecnologia, bensì di San Tommaso d’Aquino che stavo leggendo per un mio libro su Giovanni Paolo II.

Argomento: Fede e ragione

PiùVoce.net 21 Ottobre 2010
Come potenziare il circuito virtuoso tra società civile e coscienza del credente

L`AFASIA SUI VALORI NON S`ADDICE AI CATTOLICI

Non è facile cogliere subito la densità e le implicazioni pratiche di quell’espressione, molto citata, di Benedetto XVI, secondo cui: “ La questione sociale è divenuta radicalmente questione antropologica” (Caritas in veritate, 75). Infatti – a ben vedere – la questione sociale riguarda soprattutto la pluralità delle manifestazioni umane in ambito pubblico, mentre la questione antropologica attiene alla dimensione singola dell’uomo che, pur vivendo in differenti contesti, risponde alla sua personale coscienza mediante atti e comportamenti che lo qualificano come persona morale.
Argomento: Fede e ragione
Che Cristo ci tenda la mano…

di Antonio Socci

da “Libero” 24 settembre 2010


Perché non posso uccidere Dio in me stesso? Perché continua a vivere in me in questo modo doloroso e umiliante, anche se io lo maledico e voglio strapparlo dal mio cuore? E perché, nonostante tutto, continua a essere una realtà illusoria da cui non riesco a liberarmi?”.
Argomento: Fede e ragione
il Giornale  mercoledì 08 settembre 2010

Sulla fede il razionalismo perde il lume della ragione
di Andrea Tornielli

Nel saggio di Vincenzo Vitale le cantonate di Augias, Mancuso e Odifreddi
Argomento: Fede e ragione
www.chiesa

Quando i giudici si improvvisano teologi


In Belgio perquisiscono le tombe dei vescovi, negli Stati Uniti chiamano alla sbarra il papa. Si profila una svolta nella cultura giuridica e nella pratica dei tribunali. L'analisi del professor Pietro De Marco

di Sandro Magister

ROMA, 6 luglio 2010 – In questo inizio d'estate, nel dramma della pedofilia è entrato in scena clamorosamente un nuovo attore, il giudice.
Argomento: Fede e ragione

Gli allegri (si fa per dire, perché in verità sono pateticamente tristi) sostenitori del melting pot di solito non vanno nemmeno al cinema, sennò saprebbero che gli Usa sono, sì, una società multietnica, ma niente affatto multiculturale.
Chiunque vi si stabilisca ha una sola alternativa: diventare americano.
Può, certo, praticare la sua religione, ma è l’unica diversità che può permettersi, altrimenti va fuori dai piedi.

 


 


Ma la democrazia americana, purtroppo, non è quella che gli europei hanno ereditato dal giacobinismo e dalle ideologie che esso ha figliato: è nata dalla necessità, non dall’utopia.

Ne sanno qualcosa i francesi, nelle cui banlieuses (certune, almeno) ormai anche la polizia sconsiglia l’ingresso.


Se ne devono essere accorti anche i danesi, che alle loro ultime elezioni hanno decretato il trionfo del partito che più si oppone all’immigrazione senza regole, il Dansk Folkeparti di Pia Kjaersgaard. Ai danesi, popolo civilissimo, non si possono certo dare lezioni di accoglienza e tolleranza per il «diverso». Ma anche il danese si preoccupa quando vede che gli immigrati turchi, per esempio, non hanno alcuna voglia di integrarsi: anche quelli di terza generazione vanno a cercarsi moglie in Turchia attraverso matrimoni combinati e sentono come un obbligo il chiamare i parenti di lei e di lui.

Argomento: Fede e ragione

Ascesa e caduta dei «cattolici adulti». A cento anni dalla lettera di san Pio X Notre charge apostolique

di Massimo Introvigne

Introduzione
Il 28 agosto 2010 celebriamo il centenario della lettera apostolica di Papa san Pio X (1903-1914) all’episcopato francese – non un’enciclica, ma equivalente a un’enciclica per importanza – Notre charge apostolique, del 28 agosto 1910. La lettera condanna il movimento del Sillon («Solco»), fondato in Francia nel 1902 – sulla scia di una precedente associazione, la Crypte, nata nel 1894 – da Marc Sangnier (1873-1950), all’epoca la principale organizzazione della scuola detta cattolico-democratica.
Argomento: Fede e ragione
Fatima e il dramma della modernità. Il viaggio di Benedetto XVI in Portogallo

di Massimo Introvigne


La Chiesa converge verso Fatima

Le apparizioni e il messaggio di Fatima [ ... ] hanno un’importanza cruciale per la vita della Chiesa e per il suo giudizio sulla storia moderna. Questo è l’insegnamento centrale del viaggio apostolico che Benedetto XVI ha compiuto in Portogallo dall’11 al 14 maggio 2010 in occasione del decimo anniversario della beatificazione di due dei tre veggenti di Fatima, Giacinta (1910-1920) e Francesco Marto (1908-1919). 

Argomento: Fede e ragione

Caso Kennedy. Il vescovo boccia il professore

Terza puntata di una disputa che divide la Chiesa e il campo politico, non solo negli Stati Uniti. L'arcivescovo di Denver, Chaput, respinge le critiche del professor Diotallevi e ribadisce che Kennedy ha avuto un influsso "moralmente distruttivo" su due generazioni di politici cattolici

di Sandro Magister
Argomento: Fede e ragione

Per Bagnasco l’aborto torna clandestino. Invece la voce della chiesa no

di Paolo Rodari
Argomento: Fede e ragione
Corsera 21-3-2010

Un'Italia anticristiana

di Ernesto Galli Della Loggia

Sempre più di frequente il discorso pubblico delle società occidentali mostra un atteggiamento sprezzante, quando non apertamente ostile, verso il Cristianesimo.
Argomento: Fede e ragione

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