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  Proposte per non continuare a prenderci in giro

 by Massimo Viglione · 9 giugno 2016

 

 I risultati del primo turno delle amministrative del 2016 stanno dando adito a dibattiti all’interno del mondo cattolico “pro-family”, a causa dell’evidente insuccesso del partito di Adinolfi. C’è chi difende comunque la scelta e vuole che si continui nel progetto, chi invece lo definisce un fallimento e propone altre vie o comunque un ripensamento generale.

Premetto che, personalmente, non solo non credo ai partiti, ma credo che la democrazia moderna, figlia della Rivoluzione Francese e del liberalismo, sia la causa prima della nostra rovina e lo strumento principale utilizzato dalle forze del male per attuare la devastazione odierna: e pertanto tutto quello che dirò deve essere inteso alla luce di questo mio pensiero. Ma siccome in questo mondo viviamo, questa è la situazione in cui ci troviamo, lasciamo perdere per il momento le grandi questioni metapolitiche e gli ideali supremi e guardiamo lucidamente in faccia alla realtà delle cose come essa oggi si presenta. Parlerò schiettamente.

  1. I due strumenti immediati utilizzati dalle forze del male per imporre l’immensa sovversione dissolutoria nella società italiana sono i partiti e i media. Noi cattolici non controlliamo né gli uni né gli altri. Pertanto, rebus sic stantibus, fondare partiti può servire a poco, serve solo a illudere chi soffre, a creare sfogatoi di future speranze annichilite, e, al massimo, a far far carriera a un limitatissimo numero di persone, senza alcun vantaggio reale alla grande causa per cui tutti ci battiamo, in quanto, queste pochissime persone, pur volendo ammettere (con non poca fatica) che poi non tradiranno coloro che li hanno votati, saranno poche gocce nell’oceano della partitocrazia (e della superfinanza che tutto controlla, per non parlare del potere delle lobby internazionali), e non potranno fare quasi nulla di concreto per cambiare le cose, in quanto il loro peso politico reale sarà sempre limitatissimo e sarà facile che vengano controllati o almeno isolati. Anzi, è fortemente probabile che siano loro stessi, al fine della sopravvivenza politica, ingoiati dal meccanismo mediatico e partitocratico. Abbiamo tanti esempi del passato e del presente a conforto di questa preoccupazione.
  2. Ma se anche si volesse fondare un partito, non si fa con un blitz improvviso che lascia tanti altri – con cui si era condiviso un progetto importante – al palo, cominciando a correre senza un fischio d’inizio, senza un coinvolgimento generale, senza un piano condiviso, perché così l’impressione che si lascia è quella di voler fare i furbacchioni e battere sul tempo gli altri in una gara per affermarsi al comando. Che sia stata questa o meno l’intenzione, è innegabile che la sensazione data non può essere diversa da quanto detto. E ciò non facilita certo la fiducia delle persone.
  3. Ma ovviamente non è questo il problema principale. Il problema principale è il fatto che se si vuole creare un partito politico, specie se lo si fa dal nulla e senza l’appoggio dei media e senza i soldi necessari, non ci si può assolutamente ridurre a un solo tema, per quanto giusto e impellente sia. Questo è il nodo da cui molti vogliono fuggire ma dal quale in realtà non si sfugge. Un partito non può essere un contenitore di persone che si battono per un ideale solo. Un partito deve rispondere a ogni – almeno grande – problema della società odierna, se vuole avere speranza di diffusione popolare. Se si vogliono conquistare i consensi di ampie fasce della società, e quindi togliere i voti ai grandi partiti, è necessario non ridursi a parlare solo di famiglia, morale, gender (per quanto fondamentali e vitali siano tali problematiche), ma anche dei problemi creati dall’ideologia immigrazionista, dell’islamizzazione della società, della miseria avanzante per milioni di famiglie che non sanno più come arrivare alla fine del mese (e se mancano i soldi per vivere, la gente non si mette a preoccuparsi del gender o di altro), del ruolo devastante dell’Unione Europea, il Moloch che tutto sovrasta e dirige, di una giustizia che manda in libertà i delinquenti e in galera gli italiani che si difendono, e si potrebbe continuare a lungo con gli esempi.
  4. Non solo: per ciascuno di questi problemi, non basta la denuncia: occorre fornire soluzioni. E le soluzioni devono essere condivise e per essere condivise devono essere adeguate e ben spiegate.
  5. Inoltre, la questione dei leader. Se noi combattiamo il gender e l’omosessualismo, ovvero le istanze prime per cui primariamente trova significato e scopo l’esistenza del PD (e tutta la sinistra odierna, compreso i Cinque Stelle) e abbiamo come leader una persona che non solo viene da quel mondo (pazienza, tutti possiamo sbagliare) ma ribadisce pubblicamente che egli rimane un uomo di sinistra che guarda al PD… beh, è come denunciare di avere l’influenza ma al contempo uscire tutti sudati e scoperti quando tira vento freddo… ci stiamo prendendo in giro da soli. E questo vale anche per coloro che ancora ci vengono a proporre il “sostegno” dei politici democristiani o si preoccupano di obbedire a quelle gerarchie ecclesiastiche odierne che chiaramente simpatizzano con chi noi dobbiamo combattere. Ci stiamo prendendo in giro da soli. Volete ancora tutti essere presi in giro? Non basta ancora? I veri leader del nostro futuro saranno coloro che hanno spezzato per sempre il cordone ombelicale con il mondo politico del passato, responsabile, direttamente o indirettamente, al 100% dello sfascio odierno a tutti i livelli, per proiettarsi in un vero e concreto cambiamento per la salvezza totale della società italiana.
  6. Ma infine: ci riusciremo mai a fare il partito? Non a costituirlo, questo lo può fare chiunque in qualsiasi momento, come abbiamo visto, basta andare dal notaio e pagare; si può anche arrivare a prendere qualche migliaio di voti; ma, intendo dire, a creare un partito che possa avere realmente la possibilità di imporsi nella vita politica italiana con un consenso di popolo tale che gli permetta di attuare gli ideali che vuole difendere e condurre in parlamento e nei media le battaglie necessarie.
    Detto in altri termini: ci vogliamo prendere ancora in giro?
    Per influire nella politica occorre avere milioni di voti, occorre essere protagonisti nei media (non ricevere qualche sporadico invito tra altri alligatori di professione pronti ad azzannarci al collo ogni secondo), occorre essere presenti ovunque nel territorio e per questo occorrono centinaia o migliaia di persone pienamente impegnate. Come e quando otterremo tutto questo, se non siamo nemmeno capaci di fare autocritica e ammettere a noi stessi queste primissime e banalissime considerazioni appena fatte?

 

Una grande “rete” di associazioni unite

E allora? Non dobbiamo fare nulla? Io non ho la soluzione in tasca, e, del resto, nessuno ce l’ha, altrimenti tutti la seguiremmo. Forse, dico forse, sarebbe più utile creare una grandissima “rete” (mi si passi la bruttissima espressione tipicamente sinistrorsa) di tante associazioni locali che agiscono sul territorio tramite convegni, conferenze, attività locali di difesa effettiva del bene e di lotta al male, attività di formazione politica e culturale invitando coloro che sono in grado di arricchire in maniera corretta gli altri in tal senso, trovando modi e sistemi di ricerca di fondi finanziari ma, soprattutto, che organizzino costantemente momenti di preghiera comune, affinché non si dimentichi mai che “senza di Me non potete fare nulla” e non si cada ingenuamente nell’attivismo del tutto umano e politicizzante che è poi una delle cause essenziali del fallimento di ogni attività sociale da parte dei buoni.

Questa “rete” di associazioni locali collegate e in contatto non solo sarebbe possibile da realizzare (in quanto lo sforzo umano ed economico sarebbe delocalizzato e inoltre già esistono decine e decine di associazioni sul territorio che meritevolmente si adoperano in tal senso), ma potrebbe svolgere quel lavoro – tanto basilare quanto imprescindibile – di preparazione culturale delle persone per renderle maggiormente disponibili alla comprensione del problema del gender – e di tutti gli altri problemi sopra elencati e di altri ancora – senza la quale ben difficilmente noi potremo aumentare i consensi. Insomma, quello che voglio dire è che per agire veramente e concretamente nella società italiana dobbiamo prima compiere l’immenso sforzo di parlare agli italiani e di convincerli delle nostre denunce e quindi proporre loro alternative (politiche, economiche, morali), serie per un radicale cambiamento di rotta.

Cari amici, la verità è che l’italiano della porta accanto, il nostro vecchio compagno di classe che ogni tanto risentiamo, nostro zio, del gender non sa ancora nulla e se sa qualcosa non vuole sapere perché non vuole fastidi, né mentali né morali né operativi. Se noi prima non spezziamo questa catena di ignoranza e omertà, potremo fondare tutti i partiti che vogliamo che non servirà a nulla. Milioni e milioni di italiani non sono con noi non perché nemici del bene, ma perché non ancora pronti, non ancora consapevoli: noi dobbiamo prepararli prima, poi possiamo proporre loro alternative politiche.

Il punto chiave: la necessaria formazione per poter guidare gli altri

Ma per preparare gli italiani, occorre anzitutto che i primi ad essere preparati, ad avere una formazione piena a corretta, siano i leader di questo movimento.
Non ci si improvvisa persone preparate. Uomini al servizio della Politica, e non politici.

Non si tratta ovviamente di cultura spicciola, ma di chiarezza di idee, di preparazione politica, storica, scientifica, economica, bioetica, giuridica e anche e forse soprattutto teologica, corretta. Alcuni di questi leader si occuperanno proprio specificamente della formazione pubblica degli italiani con scritti, libri, articoli, conferenze, convegni, ecc., ognuno nel suo campo di professionalità. Altri avranno i compiti più politici e organizzativi. Altri cureranno il rapporto fondamentale con i media. Altri dovranno occuparsi dell’attività fondamentale del reclutamento di fondi finanziari. Ma tutti devono essere preparati: nessun soldato, tanto meno cavaliere, può essere un buon combattente se non ha la giusta e puntuale preparazione al combattimento.
Non deve accadere che qualcuno non si senta rappresentato da un leader per le scempiaggini che dice o che fanno i suoi uomini in ottemperanza al buonismo dilagante. “Con il buonismo non si va da nessuna parte”, dice un noto giornalista appena epurato… E noi che facciamo? I buonisti, come il noto pazzesco caso di Napoli… O sentiamo dire incongruenze inaccettabili.

Queste decine e decine di associazioni locali si dovrebbero poi tenere in contatto continuo – anche tramite i mezzi informatici odierni – per conoscersi, organizzare eventi sempre più grandi (non tanto altri circhi massimi, che sono prove di forza ma ai quali partecipa chi è già convinto delle buone idee e che possono essere utili solo in prossimità di elezioni o referendum) destinati a propagare tra la gente gli scopi delle nostre battaglie e la formazione corretta dei nostri ideali, fornirsi l’un l’altra formazione e chiarezza di idee nei vari settori dell’azione politica e sociale (bioetica, economia, politica, cultura, apologetica e anche teologia), invitare esperti in ogni settore a tenere conferenze specifiche, anche per individuare future menti adatte a condurre a loro volta la formazione e la battaglia in uno specifico settore.

Più che annuali grandi sforzi di popolo, occorrono settimanali piccoli, locali ma costanti sforzi di associazioni.

Fino a raggiungere consensi sempre più vasti. Si tratta insomma di una vera e propria evangelizzazione politica (e anche spirituale, visto che coloro che dovrebbero farla in grandissima parte pensano a tutt’altro) e culturale della società italiana. In tal modo, si diventerà sempre più forti, al punto tale che a un certo punto o realmente si potrà creare un partito “vero” nel senso di cui dicevamo prima, oppure, più realisticamente, si potrà avere la forza necessaria per influenzare le scelte politiche e le battaglie pubbliche di quei partiti a noi più vicini, che, sentendo il fiato sul collo, ci diventeranno sempre più vicini. È un po’ quello che fanno i Think tank americani. Certo, loro hanno i miliardi. Ma noi abbiamo la fede.

Concludo: prima di fondare partiti, occorre preparare gli italiani (e non il contrario) e prima di poter preparare gli italiani occorre essere preparati noi stessi. Poi, queste stesse associazioni, guidate dai leader che saranno scaturiti naturaliter, dovranno al contempo affrontare ogni situazione di pericolo che si viene a presentare nei vari momenti della politica nazionale e internazionale. Ovvero, dovranno fare Politica. Ma la faranno con ben altra preparazione, consapevolezza e consenso.

Una vera ricchezza che già esiste: l’associazionismo cattolico

Esistono oggi molte persone che sono in grado di fare formazione in uno o più settori tramite conferenze, convegni, ecc. Così come esistono tante associazioni locali che fanno grandi e meritevoli sforzi per invitarle a parlare in modo da fornire al proprio pubblico e alla propria gente la conoscenza basilare per comprendere e combattere la buona battaglia. Altre si impegnano nell’editoria, altre nell’organizzazione di grandi eventi. Sono questi i veri eroi di oggi, sono queste associazioni la nostra vera ricchezza (potrei farne un lungo elenco su quasi tutto il territorio nazionale). Tutti dobbiamo aiutare costoro come possiamo nella battaglia quotidiana che conducono, la quale, richiede, anzitutto, purtroppo come sempre, l’aiuto economico, oltre che quello organizzativo e la buona volontà della partecipazione attiva nostra e del coinvolgimento altrui.

Io invito tutti gli amici, specie quelli più legati ai temi della famiglia, ad abbandonare certi sentimentalismi e ad attivarsi con razionalità. Non è più tempo di culti delle personalità e ingenue adesioni a chiunque dica o faccia qualsiasi cosa, correndo da tutte le parti a festeggiare chiunque apra bocca qua e là. Siamo in guerra con un nemico tanto potente quanto spietato e i primi a essere in pericolo sono i nostri figli. Occorre ora essere lucidi, forti, realisti, e, ovviamente, puri come colombe ma anche astuti come serpenti. Occorre saper fare le giuste scelte, sia a livello politico che a livello umano e operativo. Costi quello che costi.

In tempi passati, anche difficili, è stato proprio l’associazionismo cattolico a salvare la Chiesa e la fede in Italia. Certo, allora essi avevano il clero dalla loro parte e il bene era chiamato bene e il male male. Ma questo è un altro fardello che dobbiamo portare noi. Noi, l’amore per il bene e la consapevolezza del male li  abbiamo nel cuore. E tanto deve bastarci. Poi, ogni ecclesiastico farà le sue scelte, di cui risponderà un giorno al Giudice Eterno.

Cari amici, la città è assediata, Hannibal ad portas. È inutile correre tutti a difendere un’unica porta, lasciando sguarnite le altre.
Occorre difendere tutte le porte contemporaneamente. Non che tutti possano fare tutto, ovviamente, ma tutti, oltre a seguire le proprie inclinazioni, possono aiutare anche gli altri nella loro specifica missione e nello svolgere il loro compito naturale.
Solo con questa unione di intenti e collaborazione di ruoli si potrà fare vera Politica (con o senza partiti) e fare del bene per i nostri figli, la nostra società e civiltà e per noi stessi. Almeno speriamo. E, comunque, sempre e solo con la coscienza certa che noi dobbiamo operare come se tutto dipendesse da noi ma sapendo perfettamente che tutto dipende da Dio. E per questo la preghiera rimane la prima arma a nostra disposizione. Chi non ha capito questo, si crede furbo, ma, in realtà, non ha capito nulla.

Argomento: Politica

UNIONI CIVILI/CREPALDI: LEGGE PESSIMA, PASSATA GRAZIE AI ‘CATTOLICI’

di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 8 marzo 2016

Le riflessioni accorate, lucide, severe del vescovo di Trieste e segretario emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace sul voto di tanti senatori cosiddetti ‘cattolici’ al disegno di legge sulle unioni civili Cirinnà-Boschi. Una dura correzione fraterna per chi ha tirato in ballo ingiustificatamente perfino Giovanni Paolo II e la dottrina del ‘male minore’

Argomento: Politica

culturacattolica.it - martedì 21 luglio 2015

Che cosa renderà buona la «buona scuola»?

Autore: Bruschi, Franco

Scriveva Alexia, una studentessa di quinta liceo, a proposito della riforma “La buona scuola”.
“Professori scelti e qualificati con stipendi in base al merito, niente più supplenti, lingue straniere fin dalla scuola elementare, maggiori competenze informatiche, più alternanza scuola lavoro, questo si legge nella proposta di riforma. Cose positive, ma a quando la riforma che tratterà del cuore, delle domande, dei desideri e del destino dei ragazzi?

A quando una riforma che farà di tutto per dare agli studenti dei professori che li “porteranno dentro la propria materia” per scoprire quel centro di bellezza che anni prima ha ricordato agli insegnanti stessi il significato del loro destino e che ha fatto scaturire in loro l’esigenza di trasmettere ai giovani la stessa scoperta? Solo questo aspettiamo! E’ la sola riforma necessaria e leggendo i punti de “La buona scuola” aspettavo finalmente di trovare un titolo, un paragrafo che trattasse il problema del destino di ciascun ragazzo; è di questo che dovrebbe trattare la scuola ed è proprio su questo che si dovrebbe concentrare una buona riforma che abbia a cuore le generazioni future”.

Argomento: Politica

il Foglio

Scola ai vescovi maroniti: "Fatica sprecata sperare nell'aiuto dell'occidente"

di Matteo Matzuzzi | 19 Giugno 2015 

Il cardinale Angelo Scola ha partecipato nei giorni scorsi al Sinodo della Chiesa maronita che si è tenuto a Jenuah, la "casa madre" dei maroniti nel mondo. L'arcivescovo di Milano, che si era recato in Libano per l'ultima volta nel 2010, ha osservato come la situazione da allora sia peggiorata. Scola ha sottolineato fin da subito il profondo significato del martirio. Ha espresso  "profonda gratitudine per la testimonianza di attaccamento a Cristo che le chiese orientali, cattoliche e non cattoliche, stanno rendendo di fronte al mondo. E' una testimonianza che giunge non di rado fino al martirio e i cui effetti, nella Chiesa e fuori di essa, non possiamo ora misurare. I mezzi di comunicazione, che tante volte si trasformano in strumenti di propaganda terroristica, consapevole o inconsapevole, diffondono questi acta martyrum contemporanei con un’immediatezza (e una crudezza a volte) che le narrazioni dei primi secoli ci facevano solo intuire".

Argomento: Politica

il Foglio

Le femministe multiculturali in silenzio sui crimini sessuali del califfo. “L’abbandono delle donne nell’islam”

di Giulio Meotti | 29 Maggio 2015 ore 06:18

Dopo aver attaccato un villaggio, lo Stato islamico separa le donne dagli uomini, giustiziando questi ultimi e i bambini sopra i quattordici anni. Le donne sono denudate e dopo un test di verginità, sono classificate in base a bellezza e dimensioni del seno. Quelle considerate più belle vengono inviate a Raqqa con i prezzi più alti”. Così parla Zainab Bangura, rappresentante Onu per i crimini sessuali in guerra, nel denunciare le atrocità sessuali dello Stato islamico. Nelle mani dei terroristi islamici ci sono cinquemila donne, in gran parte della minoranza sincretista yazida. Gli sceicchi hanno la prima scelta, poi vengono gli emiri e infine i manovali del jihad. “Abbiamo sentito di una ragazza di vent’anni bruciata viva perché si è rifiutata di compiere un atto sessuale estremo”. Si cambia paese, Nigeria, ma la scena si ripete. Stavolta sono le “ragazze di Chibok” che scatenarono la flebile mobilitazione su Twitter della first lady Michelle Obama. Come racconta il New York Times, le ragazzine vengono unite in matrimonio ai terroristi di Boko Haram. “Si sforzano di fecondare le donne”, denuncia il governatore di Borno, Kashim Shettima. “Alcuni pregano prima dell’accoppiamento, offrendo suppliche ad Allah per riuscire ad avere dei bambini che erediteranno la loro ideologia”.

Argomento: Politica

Croci da abbattere perché “troppo vistose”. Mosul? No, Francia

Rapporto sui cristiani discriminati in Europa. A rischio la libertà religiosa

di Redazione | 06 Maggio 2015

Argomento: Politica

CorSera - scuola&fondi

Roma, Marino «stanga» le scuole paritarie con la tassa rifiuti
Sono arrivate bollette con un improvviso aumento da 6.000 a 20.000 euro
Claudia Voltattorni (cvoltattorni@corriere.it)

Argomento: Politica

Non ci potranno cacciare dalle scuole!

Autore: Mangiarotti, Don Gabriele  Curatore: Saro, Luisella
Fonte: CulturaCattolica.it

Sembra proprio che insegnare religione sia diventato un «mestiere pericoloso». Mai come in questi giorni gli occhi sono puntati sui docenti, passati al vaglio di una critica impietosa e spesso pretestuosa. Oramai è chiaro il progetto. Dopo che la CGIL ha tentato in tutti i modi di cacciare dalla scuola quell’insegnamento che avrebbe portato l’influenza della Chiesa tra i giovani, dopo che si sono tentate tutte le strade (fino a giustificare l’«ora del nulla» nell’illusione di tenere fuori dalle lezioni quei giovani che avrebbero preferito un’ora di libertà alle lezioni dei preti e dei loro tirapiedi) per chiudere la vicenda, e avendo visto che erano «sentieri interrotti», ora si tenta la nuova via, che si spera vincente.

Argomento: Politica

RomaSette

Parlamento europeo, 11 i neo eletti che hanno scelto la famiglia

Il presidente del forum Francesco Belletti ringrazia candidati ed elettori che hanno
votato tenendo presente questo «discrimine politico». Ora l'impegno a verificare la
concretezza degli impegni assunti
di R. S.
 

Argomento: Politica

Che cosa deve avere a cuore un cattolico per il voto alle elezioni Europee

di mons. Luigi Negri

Carissimi figli e figlie [dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio],

in vista delle elezioni del prossimo mese di maggio sento il dovere di indirizzarvi un breve ma fondamentale messaggio. Come Vescovo la mia prima inderogabile missione è l’annuncio del Vangelo quale via della libertà, della responsabilità e della salvezza. Nel Vangelo che vi debbo annunciare è contenuta anche una precisa concezione dell’uomo e di tutta la sua realtà, che costituisce il nucleo portante della Dottrina Sociale che la Chiesa ha sempre proclamato e testimoniato.

Argomento: Politica

il Sussidiario.net 30-12-2013

Educazione
SCUOLA/ L'educazione dei nostri figli? Ci pensa un consultorio abortista finlandese

di Manuel Di Casoli

Ormai è decisamente molto chiaro quali siano gli obiettivi del fronte che avversa quelli che, fino ad un recente passato, erano i valori condivisi alla base della civiltà europea. In questo disegno si collocano molti eventi, solo apparentemente tra loro indipendenti e solo apparentemente provenienti da diverse aree e posizioni politiche, sociologiche ed "etiche".

Ricordiamo ancora il rifiuto opposto, nella formulazione della Costituzione europea, all'inserimento delle radici giudaico-cristiane tra i valori fondativi ed irrinunciabili dell'Unione. All'epoca, molti non colsero la portata del rifiuto, che venne fatto passare come mera affermazione della "laicità" dell'istituzione continentale. 

In realtà, si è trattato di un passo fondamentale dell'attacco frontale al sistema di valori che, appunto, da tali radici derivano, quindi di un'affermazione di laicismo e non di laicità. Si è trattato di una vittoria ideologica e concreta senza la quale nessun altro atto della strategia sarebbe stato possibile.

Argomento: Politica

il Foglio - 7 febbraio 2014 - ore 06:59

Attacco totalitario al libero credo
Onu vs libertà religiosa, il manifesto intollerante e pol. corr.

Per giudicare dell’attendibilità, dell’indipendenza e dell’imparzialità della Comitato dell’Onu “per i diritti del fanciullo” che mercoledì ha sferrato il suo attacco in 67 punti al Vaticano, accusato in un rapporto di non rispettare svariati aspetti della Convenzione delle Nazioni unite sui diritti dell’infanzia, il sociologo cattolico Massimo Introvigne invitava ieri sulla Bussola quotidiana a considerare il fatto che “uno dei diciotto membri, che ha funzione di vice-presidente, è stato designato dall’Arabia Saudita”. Noto esempio, ironizza Introvigne, “di tutela dei diritti umani in genere e di quelli dei bambini – e delle bambine – in specie”, che ben si accompagna alla “personalità più in vista, influente e nota del Comitato, la peruviana Susana Villarán, sindaco di Lima e cattolica ‘adulta’”, nota per il suo “attivismo a favore del ‘matrimonio’ omosessuale, dell’ideologia di genere e dell’aborto”.

Argomento: Politica

Avvenire 15 ottobre 2013
LIBERTA' A RISCHIO

Le paritarie comunali verso la statalizzazione

«Non ce la facciamo più con i costi. Ora sia lo Stato a gestire questa scuola». Sono in aumento i gestori che si trovano davanti alla scelta di chiudere o trasferire i propri istituti (e studenti) allo Stato. La vera novità, però, è che questa frase la pronunciano sempre più spesso amministratori comunali in particolare per le materne. Già, perché anche le scuole comunali sono paritarie (secondo la legge 62/2000) e vivono le stesse vicissitudini degli istituti paritari retti da congregazioni religiose, parrocchie, o associazioni di genitori, per fare qualche esempio. Eppure in una parte di opinione pubblica le materne comunali sono «pubbliche» mentre quelle aderenti alla Fism (la federazione che ne riunisce quasi ottomila) sono «private». Niente di più sbagliato: entrambe rientrano nella categoria di materne paritarie.

Argomento: Politica

Francia, Bergé: «Abolire due feste cristiane? Io sono per sopprimerle tutte»

Settembre 27, 2013    Leone Grotti L’imprenditore Pierre Bergé, strenuo sostenitore dei diritti gay, ha dichiarato che
«bisogna andare fino in fondo con la laicità»

Argomento: Politica

il Foglio - 29 agosto 2013 - ore 06:59

L’abracadabra del politicamente corretto

Nelle scuole francesi arriva la carta del pensiero unico, all’asilo si dichiara “guerra al sessismo”. Sembra il Comitato di salute pubblica, ma è la rivoluzione morbida della “gauche divine”

Argomento: Politica

Libero 10 luglio 2013

L'ideologia politicamente corretta

Criticare le nozze omosessuali può diventare un reato
Presto alla Camera la proposta Pd anti-omofobia. Che chiede condanne fino a un anno anche per le opinioni

Argomento: Politica

il Giornale

INTERVISTA AL CARDINALE RUINI
«l cattolici in politica evitano la deriva etica»

«E' grazie ai cattolici se l'Italia ha evitato la deriva sull'etica»

Il cardinale sull'impegno dei credenti: «Se non avessero contato dalla fine della Dc la legislazione italiana sarebbe stata diversa»

di Serena Sartini - Lun, 24/06/2013

Argomento: Politica

Perché oggi il cattolico non può essere di sinistra?

giugno 20, 2013 Aldo Vitale

Più ci si ritiene cattolici più non si può condividere la piattaforma etica, filosofica, giuridica e culturale della sinistra attuale

Argomento: Politica

Fonte: Tempi.it

L’arcivescovo di Philadelphia: «La negazione religiosa in Usa ci farà svegliare in una tragedia»

Gennaio 4, 2013 Redazione

«I presupposti della Costituzione sono di natura religiosa: la loro minaccia cancellerà il modello americano non solo nel mondo ma anche negli Stati Uniti», spiega a Oasis Charles J. Chaput.

Pubblichiamo ampi stralci del contributo dell’arcivescovo di Philadelphia, Charles J. Chaput, tratto dal sito della fondazione Oasis (www.fondazioneoasis.org) sulla libertà religiosa in pericolo in America e nel mondo.

Argomento: Politica

Corrispondenza Romana 3 gennaio 2013

Monti, la Massoneria e i principi non negoziabili

(di Danilo Quinto) Rispetto alle prese di posizioni senza precedenti del Presidente della Conferenza Episcopale, Cardinale Bagnasco e del quotidiano dei vescovi “Avvenire” a favore di Monti, è esemplare la chiarezza delle dichiarazioni di Monsignor Luigi Negri, neo arcivescovo di Ferrara. «Non credo che il Papa si voglia esprimere nel senso di appoggiare un determinato partito o candidato. Quelli che sono a mediare tra lui e il resto della Chiesa e della società dovrebbero vivere con molta più prudenza questa responsabilità», afferma Negri, che aggiunge: «Ci sarebbe voluta più discrezione da parte delle autorità ecclesiastiche, vaticane e non, nel fare interventi che possono essere letti come sostegno aperto per qualcuno».

Argomento: Politica

«In Siria i ribelli sono ancora più sanguinari del regime. È scioccante ma nessuno ci crede»

ottobre 29, 2012 Redazione

«I ribelli sono presentati come il popolo siriano ma non è così. Bisogna tornare a dare voce alla maggioranza silenziosa del popolo siriano». Intervista a madre Mariam-Agnès de la Croix, superiora del monastero di Qara, Siria

Argomento: Politica

L'America di Obama, ovvero della libertà perduta

Anche nella patria del diritto e della democrazia la libertà di coscienza è in pericolo. È l'accusa senza precedenti che i vescovi scagliano contro il presidente degli Stati Uniti. Ecco la lettera confidenziale in cui spiegano perché

di Sandro Magister

Argomento: Politica

IL CARDINALE BAGNASCO E’ ILLUMINANTE !!! (vorrei invitare il “ministro cattolico” Riccardi ad opporsi al vergognoso spreco dell’acquisto dei cacciabombardieri F35, 15 miliardi di euro)

15 febbraio 2012

di Antonio Socci

La Chiesa, saggia e illuminata, è più avanti di tutti in politica. Ha corretto e congelato i convegnisti di Todi e chiama i partiti a ritrovare un’identità e una dignità, li invita a capire che, in pochi mesi, si è capovolto il mondo e che occorre arginare lo strapotere della speculazione finanzaria sui popoli e sulla politica democratica.

Ma dal ring di quei pugili intronati, che oggi sono i partiti italiani, nessuno risponde. Tutti a tappeto, incapaci di elaborare un pensiero su quello che sta accadendo in Italia, in Europa e nel mondo.

Sembrano ormai privi di una politica e perfino orfani di un’identità e di una “mission”. Vediamo nel dettaglio quello che sta accadendo.

Argomento: Politica

Le ambiguità di Obama sull’aborto ricompattano i cattolici, anche liberal

di Paolo Rodari

Nel 2008 i cattolici americani votarono in maggioranza per Obama malgrado lo scetticismo dei vescovi. Difficile che il prossimo novembre la stessa cosa si ripeta. Oggi il fronte dei credenti è tutto contro di lui, senza eccezioni.

Argomento: Politica

L’Europa ha rifiutato le “radici cristiane” e ora è sotto la dittatura simil-sovietica del “politically correct”, dominata da una tecnocrazia antidemocratica e (economicamente) fallimentare

15 gennaio 2012 - da "Libero"

di Antonio Socci

Eravamo da sempre il Paese più europeista. Fino a un anno fa. In dodici mesi la fiducia degli italiani nell’Unione europea è precipitata. Secondo l’ultimo rilevamento dell’Ipsos ha perso addirittura 21 punti percentuali (passando dal 74 per cento al 53).

Un crollo che dovrebbe far riflettere i politici e soprattutto le tecnocrazie europee a cui gli italiani sono sempre più ostili.

Anche perché il crollo della fiducia degli italiani non è un fatto emotivo passeggero, né uno stato d’animo superficiale. Al contrario. Il loro europeismo era a prova di bomba.

Argomento: Politica

Ungheria: «È il riconoscimento del cristianesimo» a infastidire l'Europa

Tempi.it ha intervistato il docente ungherese György Domokos e Filippo Farkas, presidente dell’associazione Cdo Hungary. Entrambi sostengono che «parlare di dittatura è assolutamente un errore» e che un governo forte non può che aiutare il paese a risollevarsi dalla crisi. Che non si risolve scrivendo in Costituzione "Dio non esiste"

Argomento: Politica

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